Fondazione Focara e Regione Puglia. Siamo solo al primo giro di boa.

De Luca all’attacco: “Il sistema politico-culturale in Puglia ha zone d’ombra e la Presidenza della Fondazione Focara di Novoli è stata sabotata”.


Calato il sipario sull’amministrazione Greco e Giovanni De Luca é l’unico politico novolese presente sulla scena. Per altri, da destra a sinistra l’unico obiettivo era interrompere il buongoverno del cambiamento rappresentato da Novoli Protagonista.
La proposta del Consigliere regionale pugliese Bozzetti del M5S, ossia quella di istituire una commissione d’inchiesta sulle fondazioni culturali partecipate dalla Regione Puglia era stata accolta con enorme speranza dall’ex Presidente del Consiglio Comunale Giovanni De Luca.
Qualcosa non quadra per il gruppo regionale pentastellato a partire dalle attività di governance, incluse  le nomine sulle Fondazioni culturali.
Dalla Fondazione Lirico- Sinfonica Teatro Petruzzelli e Teatri di Bari IL discorso si estende e riguarda anche Apulia Film Commission, Fondazione Carnevale di Putignano,  Focara di Novoli, Notte della Taranta, Fondazione Paolo Grassi Onlus, Pino Pascali Museo d’Arte contemporanea.
Per il gruppo di Grillo, l’intento era di evitare il ripetersi di scandali come quelli che hanno travolto la Fondazione Petruzzelli, per la quale lo stesso Governatore Emiliano nel Consiglio regionale del 5 agosto scorso – a parole come sempre – si era dichiarato pubblicamente a favore spiegando di essere il primo interessato a chiarire l’origine di tutte le opacità di cui si è parlato.

Per l’Ex Presidente del Consiglio Comunale di Novoli Giovanni De Luca, da anni impegnato in una battaglia per la trasparenza e per la crescita culturale di Novoli, oltre alle competenze di garanzia, l’attività di vigilanza e indagine rappresentava una ottima opportunità per avere una “commissione terza” nel contenzioso che è nato fra l’Assessore Loredana Capone in persona un “gigante”con il coltello dalla parte del manico per poteri e funzioni ed il “nano” Fondazione Focara, schiacciata – secondo De Luca –  da una azione sleale e che ha molte zone d’ombra.
Azione culminata con il commissariamento del Presidente Greco, in quanto Sindaco individuato dallo stato. Sfiducia anche contro Novoli ed i novolesi. Azioni  precedute da articoli a mezzo stampa e scelte opinabili, interrogativi che più avanti porremo.

Il provvedimento richiesto dal Movimento 5 Stelle, ossia quello di istituire la su menzionata commissione d’indagine,  è stato dibattuto dalla VI Commissione consiliare che ha manifestato critiche sulla pdl, evidenziando preliminarmente che l’idea di proporre l’istituzione di una commissione speciale su qualunque problematica è inopportuna e confligge con le competenze istituzionali delle commissioni consiliari permanenti, intralciando i lavori delle stesse. E’ stato rilevato, inoltre, che le Commissioni di inchiesta regionali non godono di poteri inquisitori, né possono svolgere attività diverse da quelle già previste dal Regolamento interno del Consiglio e riconosciute alle Commissioni permanenti.
la domanda: se commissione di inquisitori é ritenuta una commissione consiliare composta da Consiglieri eletti dai pugliesi, come si dovrebbero ritenere, commissari di nomina politica quali quelli del teatro pubblico pugliese e l’ispettore Giannone?
Al termine del confronto e dell’esame, la VI Commissione ha espresso a maggioranza parere sfavorevole al provvedimento e lo ha sottosto all’attenzione dell’assemblea che lo ha bocciato. Ecco perché secondo De Luca, “il sistema politico- culturale in Puglia ha zone d’ombra”.
Per ora Giovanni De Luca separa il passato da quello che sarà il futuro.
In prima battuta stronca l’azione d’attacco dell’Ex Presidente Oscar  Vetrugno, poi  fissa un appuntamento insolito, rivolto a tutti i livelli, Regione Puglia e controparti novolesi. Il  25 gennaio 2019 con la convocazione di una conferenza stampa post festa. La data individuata, secondo De Luca,  non ha solo una precisa logica, ma è frutto di tempi che necessitano di maturazione a fronte di provvedimenti amministrativi e governativi che ora la Regione Puglia è chiamata ad adottare.
Al primo giro di boa evidenzio le mie ragioni – afferma De Luca  se “malagestio” c’è stata secondo  Loredana Capone, è iniziata con la Presidenza di Oscar Marzo Vetrugno che ha affermato falsità stando alle cronache giornalistiche del “Quotidiano”. 
Vetrugno dal Quotidiano: “per quanto mi riguarda, posso affermare con certezza di aver lasciato in eredità al mio successore un ente in ottima salute, costruito con impegno pietra su pietra ed in grado di trasformare una delle feste patronali della Puglia in un evento di portata internazionale”.

Questa appare una colossale menzogna secondo la ricostruzione del Quotidiano a firma F.Dep.
Da qui, uno degli snodi cruciali della complicata vicenda. Greco ha dovuto ricostruire lo storico dell’evento Focara 2015 affidandosi agli ex collaboratori di Vetrugno,  resosi in quel frangente “collaborativamente latitante”,  poiché la nuova amministrazione è subentrata nel giugno 2015. Il mancato passaggio di consegne ha fatto allungare i tempi della rendicontazione e di conseguenza, per una serie di motivazioni delle quali scriveremo, ha impedito il ricambio gestionale.
Il Quotidiano smentiva il Sindaco Vetrugno e riportava che “sotto la lente regionale non c’era solo la festa del 2015 ma anche quella del 2014”, questo avveniva il 1 maggio 2018. 
Pare che nella relazione vi sia scritto testualmente: “negli ultimi tre esercizi chiusi (2014, 2015 e 2016) i risultati gestionali sono complessivamente in negativo per 36.136,00 €”.  Con riferimento a quest’ultimo Modello fiscale si è verificato che la perdita dichiarata nel Bilancio di esercizio della Fondazione per l’anno 2014, cosi come predisposto dal Consiglio di amministrazione, pari ad € 7.292,00 coincide con quella dichiarata al Quadro RF rigo RF5.
In sintesi: Sulla base dalla documentazione prodotta dalla Fondazione ed acquisita agli atti, si è avuto modo di verificare, partendo dalla scheda contabile di un fornitore (mastrino) con otto movimentazioni contabili,  fra le altre cose  – che dette verifiche sono presenti sulla contabile (mastrino) in esame riporta, con riferimento al contribuente “Soc. Coop. Coolclub a r.l.” e al periodo 01/01/2014 – 31/12/2014, i flussi fatturazioni per prestazioni/pagamenti. Con riferimento al periodo in esame che ammontano rispettivamente a € 106.350,00 le fatturazioni e i pagamenti a € 62.450,00. Se ne deduce che per il medesimo periodo “Soc. Coop. Coolclub a r.l.” vanta un credito residuo nei confronti della Fondazione pari ad € 43.900,00″.
E siamo solo al 2014.
“Non si tratta di attuare una politica di scaricabarili –  afferma Giovanni De Luca –  ma di ricostruire la vicenda in maniera chiara, netta ed inequivocabile. Per capire tutte le responsabilità e ripartirle in maniera equa affinché nulla venga addebitato ai novolesi o alle casse del Comune, della Regione o alla Provincia di Lecce. Ai cittadini novolesi bisogna fornire una comunicazione corretta, soprattutto elementi chiari e inequivocabili,  attraverso i quali chiudere una spiacevole faccenda salvaguardando il buon nome di Novoli. Difendo a differenza di un Assessore della ex maggioranza che ha partecipato agli incontri fra il Sindaco Greco e L’assessore regionale Capone, chi attualmente detiene sulle sue spalle  tutte le colpe. Lo faccio perché sono certo che alla fine della allucinate vicenda, l’ex Sindaco Gianmaria Greco  – nel frattempo sfiduciato a detta di tre ex componenti della maggioranza anche per questi motivi – non avrà nessuna responsabilità”.

Al primo “giro di boa”, De Luca canta vittoria. appuntamento al 25 gennaio 2019. Nel frattempo Terza Via tornerà sull’argomento poiché il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, Saverio Congedo, ha avanzato richiesta di accesso agli atti della Regione,  per entrare nel merito anche di questa vicenda.
 
 

Xylella. Consiglio regionale monotematico fuori tempo. Responsabilità extra politiche

Si è svolto in seduta monotematica il Consiglio Regionale sulla Xylella che all’ordine del giorno ha udito la relazione dell’attuale Assessore alle Politiche agricole Leonardo Di Gioia, l’intervento del Governatore Michele Emiliano e susseguirsi gli interventi dei Consiglieri regionali.

Xylella avanza inesorabile. Consiglio Regionale: seduta monotematica

Xylella bussa alle porte del centro geografico e politico della Puglia  Alberobello, Locorotondo, Fasano, Martina Franca, Massafra, Statte e Crispiano,  i nobili dell’olivicoltura ora tremano. Emiliano non ha più parole, cadono le maschere, la sinistra ha permesso, per ignoranza e per complicità, che la catastrofe ambientale si espandesse in maniera epidemiologica mentre l’Europa passaggia con i suoi emissari ed il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Stefano Martina tenti sporadiche azioni di contenimento di dubbia efficacia e salubrità.
“Abbiamo chiesto un decreto di urgenza al Governo per poter tagliare gli alberi infetti e poi discutere in termini di risarcimento l’eventuale insussistenza della malattia, ma il governo in carica uscente -non lo ha ancora fatto – ha dichiarato Emiliano – confermando quanto Prospettive Future per bocca del suo portavoce Giovanni De Luca sostiene da sempre: “i governi di sinistra a tutti i livelli portano solo catastrofi”.

Di Gioia assessore

L’introduzione dell’Assessore all’Agricoltura, Leo Di Gioia, ha dato il via al dibattito in aula.
“Partendo dal febbraio 2016, anno in cui l’amministrazione Emiliano ha assunto il coordinamento delle azioni di contrasto alla Xylella fastidiosa –  Di Gioia ha ricordato –  che sulla Regione pendeva già una procedura di infrazione promossa dall’UE nei confronti dello Stato italiano, in cui si contestava il mancato abbattimento degli alberi infetti e quelli nel raggio di cento metri e mancanza del monitoraggio circa la presenza della Xylella. Situazione che era stata gestita inizialmente dal commissario Silletti, ma su cui poi è intervenuta la Procura di Lecce, ordinando il sequestro degli ulivi. La Regione ha pertanto incentrato la sua attività sul monitoraggio valutata positivamente dagli ispettori UE tanto da indurre la Commissione europea a sospendere la procedura. Nella primavera del 2017 il processo di svellimento degli alberi identificati come infetti ha subìto dei rallentamenti derivanti dalla normativa nazionale a tutela del paesaggio, dei vincoli idrogeologici tanto da indurre il presidente Emiliano ad inviare una lettera al Presidente Gentiloni in cui si chiedeva una deroga per procedere al taglio delle piante infette”.
L’assessore ha riportato quindi il quadro emerso dai monitoraggi: ad oggi le piante infette nella zona di contenimento sono 3.700 circa, su un totale di 198.000 piante campionate e per le quali la Regione ha già notificato 144 provvedimenti di abbattimento su 460 piante coinvolte e sono in corso 102 provvedimenti in invio per le   per altri 570 piante.

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Gli alberi estirpati sono 222 e ne sono previsti di ulteriori sono invece in corso di definizione i decreti ingiuntivi per gli oliveti ricadenti nel comune di Oria, considerato che insieme a Francavilla Fontana, sono i Comuni dove è stato registrato l’85 per cento dei nuovi casi positivi, ma nei quali, per effetto della sospensiva del TAR l’anno scorso non è stato possibile tagliare le piante infette. Una situazione su cui incombe in queste ore la decisione della Commissione europea che sta valutando l’estensione dell’area di quarantena rispetto alla delimitazione fatta dalla Puglia. Ci sono zone che oggi non hanno nessuna pianta malata che diventeranno zone delimitate domani mattina, così come ci sono zone oggi che non sono aree infette nelle quali stiamo combattendo al TAR per fare gli abbattimenti, per salvare i confinanti, per salvare i Comuni, per salvare le aree di interesse generale, per salvare la Piana olivetata che ormai è un monumento nazionale, che, invece, diventando zone infette, diventeranno di fatto aree dove non si potranno più praticare i tagli degli alberi – dice l’Assessore.

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De Luca si interroga se Di Gioia negli interventi messi in campo  a parità di tassazione,  e’ certo che finanziando per intero tutte le attività legate alla Xylella, abbia finanziato le persone giuste. E chiede conto del lavoro svolto anche dalla Task Force regionale. 

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Al  M5S e Cristian Casili che afferma“Dispiace che al termine di oltre quaranta minuti di parole del presidente Emiliano, molte delle quali contenenti accuse direzionate unicamente nei confronti di una forza politica, non mi sia stato dato modo di replicare alle numerose e infondate accuse che mi sono state rivolte”  De Luca dice: Farebbe bene Casili  piuttosto che continuare con la sua pretestuosa azione populista a non strumentalizzare più, visto che nel suo ondivago e confuso intervento ha drasticamente cambiato le posizioni in materia xylella da quelle originarie. Da ieri l’assunzione delle responsabilità che il Partito Democratico non è stato capace di attuare spetteranno al Movimento 5 Stelle ed alla Lega Nord al governo giallo-verde quindi, si troveranno in una posizione spinosa in Puglia. Ancora non se ne rende conto”.

Cristian Casili

Poi Giovanni De Luca “picchia duro” e scrive su facebook: “il Consiglio nella sua interezza, la Giunta con in testa il Governatore Emiliano, in precedenza Consiglio e giunta regionale Vendola, approdano alle nostre conclusioni nella loro più totale confusione che si sintetizza con una sola parola: FALLIMENTO”.

Prospettive Future nel 2013  aveva denunciando quella che si presentava come l’inizio di una CATASTROFE AMBIENTALE, subito compresa dal gruppo “rautiano” sollevandone la questione.  De Luca partì dall’Unione dei Comuni del Nord Salento, per arrivare sino a Bari parlandone persino con Silletti.
Due interventi di De Luca a distanza di un anno.
17 maggio 2017
La Commissione Europea presto darà ufficialmente il via libera al reimpianto di due varietà che sono risultate resistenti al batterio della Xyella fastidiosa: il leccino e la favolosa.
Naturalmente tutto nel più completo disordine e nell’improvvisazione.
1) il Governo italiano susseguitosi negli anni, non ha predisposto un PIANO STRAORDINARIO a sostegno della catastrofe abbattutasi sul Salento, comparto agricolo oleario, florovivaistico e indotto, ridotti allo stremo, abbandonati al loro destino, isolati e tenuti appesi alla speranza, con promesse di misere elargizioni quando i fondi dovrebbero essere già ad una seconda fase: quella del rilancio e/o riconversione.
2) il Governo italiano non ha emanato ancora nessuna legge anti-speculazione, sulle varietà e sulle specie che saranno oggetto di sciacallaggio economico delle multinazionali.
3) il Governo nazionale e quello regionale, sono in forte ritardo sullo stato di avanzamento della malattia, nessuna commissione ministeriale e regionale, ha posto correttivi tecnici e scientifici per fermare la catastrofe naturale in atto che si sta propagando anche in Europa.
4) la politica continua ad arrogarsi meriti di provvedimenti che appaiono in tutta la loro evidenza, privi di un piano strategico internazionale, infatti ad oggi, l’unica certezza sono le responsabilità certe, di chi ha impedito l’attuazione del Piano Silletti che aveva un solo limite: la iniqua fascia di contenimento ed il mancato parere scientifico a monte, sulla necessità o meno delle eradizioni.
TUTTI COMPLICI DI UN UNICO DISEGNO: L’APPIATTIMENTO ED IL LIVELLAMENTO, CON CONSEGUENTE OMOLOGAZIONE DELLA SPECIE VIVENTE: UMANA E NATURALE.
Una posizione a distanza di un anno a dir poco profetica, lungimirante, che dimostra la competenza in materia e la valenza delle tesi da sempre sostenute.
17 maggio 2018
Scrive De Luca: “Xylella é argomento che la politica italiana ed europea affronta di anno in anno. Come il compleanno per un ammalato grave che pensa: “anche quest’anno ci sono”. Xylella per noi di Prospettive Future é un argomento affrontato per primi, o fra i primissimi e primi siamo stati anche a tacitarci quando é iniziato il coro della politica politicante. Ancora oggi siamo gli unici ad affermare che ci troviamo di fronte ad una “catastrofe ambientale dalle proporzioni incalcolabili. Noi non ci schieriamo né con il fronte europeo, né con i populisti del vuoto assoluto. Siamo gli unici ad affermare con coraggio che il “piano Silletti” era sbagliato solo in riferimento alla fascia di contenimento, che la commissione europea ha responsabilità politiche gravi al pari del governo italiano, che le responsabilità penali maggiori sono in capo agli assessori alle politiche agricole delle Giunte Vendola e nel Governatore citato, non meno il suo successore, che in altre faccende affaccendati, non hanno compreso la portata catastrofica dell’evento. Di fronte a tutto questo, noi, Prospettive Future in seno all’Unione dei Comuni del Nord Salento, siamo stati i primi a proporre uma commissione scientifica “Sindaci, Università del Salento, tecnici di parte in collaborazione con il Comune di Galatone”.
Commissione IGNORATA da Emiliano che a distanza di pochi giorni ne ha nominata una barese al quanto opinabile e per la quale oggi é giusto chiederne una relazione sui documenti e provvedimenti prodotti.
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A FRONTE DI TUTTO QUESTO, ORA CHE IL DRAMMA GIUNGE COME AVEVAMO PAVENTATO ALLE PORTE DI VIA CAPRUZZI TUTTI APPRODANO CON 5 ANNI DI RITARDO ALLE NOSTRE DENUNCE E PREOCCUPAZIONI.
E’ TARDI.
VANNO RICERCATE IN ALTRE SEDI LE RESPONSABILITA’ PENALI E POLITICHE DI CHI PER INCOMPETENZA HA CAGIONATO TUTTO QUESTO. È COMPITO DELLA MAGISTRATURA ACCERTARE SE OLTRE ALLA INCONPETENZA, VI SIA STATA ANCHE COMPLICITÀ.
A.P. S. “PROSPETTIVE FUTURE” CHIEDE:
1) LO SBLOCCO DEI FONDI ED IL SOSTEGNO ECONOMICO PER AGRICOLTORI E VIVAISTI.
2) LA REVOCA DELLA TASK FORCE REGIONALE ED IL RILANCIO DELLA COMMISSIONE UNIONE DEI COMUNI, CITTA’ DI GALATONE, UNIVERSITA’ DEL SALENTO.
3) DI RIPRENDERE IL PIANO IMMEDIATAMENTE E PROCEDERE CON IL REIMPIANTO. UN PIANO PER LA RIPRESA AGRICOLA A SOSTEGNO DEL COMPARTO OGGI PUGLIESE E PRESTO INTERNAZIONALE .
Una posizione lungimirante, che oggi De Luca mette sul tavolo di Coldiretti con la quale ebbe una piccola polemica in occasione della passerella organizzata per Emiliano in prossimità delle elezioni politiche all’Hotel Tiziano. Anche qui, De Luca,  sottolinea il tempo sprecato quando Coldiretti afferma: “la mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi pugliesi, come ad esempio il sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all’olivicoltura di Puglia. Ora l’UE non può calare la scure e lavarsene le mani, considerato che nei 100 metri dall’eventuale pianta infetta saranno espiantate anche ciliegi e mandorli, che in quell’area sono fiorenti e produttivi”.

Xylella UE

“L’altra faccia del disastro riguarda le aziende vivaistiche salentine, su cui c’è meno clamore, ma il bilancio risulta altrettanto drammatico. Soprattutto a Massafra lavorano imprese vivaistiche di grande professionalità – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – che rischiano di non poter più produrre  l’intera lista delle  120 piante specificate. Il comparto delle piante ornamentali in Puglia ha raggiunto i 185 milioni di euro di valore, con un incidenza dell’11,4 percento del valore della produzione regionale su quella nazionale. Il dato sulle aziende è particolarmente significativo ed ha un maggior valore strutturale rispetto a quello sulle superfici che è maggiormente soggetto ad oscillazioni stagionali”.

De Luca conclude: noi al governo le aziende le avremmo sostenute eonomicamente. Ne possono stare certi tutti.

Giovanni De Luca nominato ambasciatore della Città del Vino

Lecce. Sbarrate porte e "fenesce". Passano "li pesticidi"

Non firmerò – come vengo sollecitato a fare – un’ordinanza per vietare l’uso dei fitofarmaci; né impugnerò con ricorso al TAR – come vengo sollecitato a fare il decreto sulle “misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione della xylella fastidiosa nel territorio della Repubblica Italiana”.

Carlo Salvemini chiude drasticamente alle goliardiche e folkloristiche prese di posizione del Consigliere Comunale di “Andare Oltre Lecce” Massimo Fragola. Niente mezze posizioni, niente aperture anzi, quel “stampagnati le fenesce” resta solo una simpatica trovata da campagna elettorale che tanto é piaciuta alla leccesotta destra borghese alla “Fred Perry”. Il discorso é chiuso e non c’è nemmeno bisogno di un confronto.
Una figuraccia per gli appassionati supporters “dell’ultrapolitica”.
Perché?
Perché Lecce non è Nardò. Quindi, se pur la presa di posizione del Sindaco del centro neretino, ossia un ordinanza per vietare l’utilizzo dei fitofarmaci nella sua città, lascerà il passo al rispetto di una Legge dello Stato, sostenuta anche da altri provvedimenti d’attuazione del Governo regionale di Emiliano secondo il quale “la disobbedienza civile alle leggi non esiste”, intanto il Sindaco di Nardò ha lanciato un messaggio politico forte. Salvemini, il Sindaco di Lecce, pure.
“Non ho condiviso la scelta del Sindaco Salvemini – dichiara Massimo Fragola – rispetto alla decisione di non emettere alcuna ordinanza per sospendere l’uso di pesticidi “anti xylella” sul territorio comunale; non ne capisco le motivazioni ed i fatti, a rigor di logica, avrebbero dovuto spingere ad una cautela nei confronti del territorio e della comunità leccese” ed all’augurio che Salvemini ci ripensi, segue il più totate disinteresse del primo cittadino in altre faccende già affaccendato.

Salvemini segue la linea “politicamente corretta”, del Partito Democratico al fianco di Martina e di questa Europa.
Seconda ennesima figuraccia e dimostrazione ormai innegabile, qualora ce ne fosse bisogno, della marginalita politica e dell’irrilevanza amministrativa grave, gravissima nel momento in cui si dovrà riconoscere che non c’è stato nessun cambiamento di rotta a Palazzo Carafa, solo un cambio di guardia fra due interessi differenti, quello di alcuni tecnici  estromessi se pur maggioranza a primo turno, a vantaggio di altri tecnici che Lecce mai avrebbe voluto  e permesso. Tutto questo con l’appoggio di una destra reazionaria, inconcludente, ideologizzata, improduttiva e stupida.
Che questo Fragola lo soffra, si vede e si percepisce. Forse spera solo che l’asse “Di Maio- Salvini” porti anche il secondo a Palazzo Chigi, a quel punto Roberto Marti potrebbe ordinare ai suoi tre in Consiglio di staccare la spina per lanciare un opa sulla città: il nuovo Fitto c’è, i suppellettili di oggi e per il domani pure.
Agli “ex di tutte le possibilità”, ex ragazzi del FDI,  ex missini, ex alleanzini, ex meloniani, ex – un futuro certo da “martinani”.

Sistema cultura in Puglia. De Luca: accendere un faro per capire che succede


Il Dirigente Nazionale di Fratelli d’Italia ha avuto un confronto con il Consigliere regionale Saverio Congedo su alcuni punti del complesso “sistema” cultura pugliese nell’era Loredana Capone.
Un enorme balzo indietro in termini qualitativi. Un abisso tra l’ottimo lavoro svolto dal predecessore  Silvia Godelli sia per la qualità dei bandi che per la gestione del sistema e la gestione propagandistica di Loredana Capone.
“Urge fare chiarezza – a detta del Dirigente Nazionale di FDI De Luca –  sulla situazione di Puglia Sounds e sul sistema di rendicontazione di tutte le Fondazioni partecipate dalla Regione”.
Due bandi risultano non essere ancora operativi dopo oltre un anno. Molte organizzazioni lamentano poi l’ECCESSIVA BUROCRAZIA e  COMPLESSITÀ degli stessi, ad esempio le polemiche intorno al Carnevale di Putignano, i ritardi nella erogazione dei fondi, la delicata situazione di Novoli e la disparità comportamentale, anche in materia di finanziamento tra i 250.000 euro annui per la Focara ed il milione di euro per la Notte della Taranta.
Anche per Medimex, la “fiera della musica” con sede a Bari, venivano investiti circa 800.000 EURO, compreso l’affitto della Fiera del Levante dove si svolgeva. Con l’avvento di  Loredana Capone, l’evento sembrava essere stato annullato dal 2016, per poi ritornare nel 2017 con una spesa oltre 1.300.000 EURO. Pare 1.700.000 euro.
Cosa succede al sistema culturale pugliese?
 

Manicomi. Giovanni De Luca: quaranta anni dopo la legge Basaglia fra dignità dell'individuo e problemi irrisolti.

La “Legge Basaglia” compie oggi quarant’anni. Era il 13 maggio 1978 quando  la Legge 180, entrava in vigore e “chiudevano” i manicomi.

La legge prende il nome da Franco Basaglia, psichiatra che diede vita al “Movimento per il superamento degli istituti” e ad un provvedimento che ha rivoluzionato la psichiatria nel nostro Paese.

Tra il 1994 e il 1999  con il “Progetto obiettivo”  c’è stato poi il passo determinante per la totale  chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), iter conclusosi nel 2015 sostituiti dalle Rems, (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) dopo che una commissione parlamentare d’inchiesta aveva accertato le condizioni di estremo degrado di questi istituti.

Si riteneva così, che con la chiusura dei manicomi, lo Stato restituisse dignità a migliaia di persone andando oltre alle umiliazioni, le violenze – fra tutte le patriche dell’elettroshock –  favorendo il superamento di vecchi metodi anche grazie al cambio culturale della società e la progressiva perdita di alcuni retaggi secondo i quali, la pazzia era per i famigliari del soggetto in questione motivo di vergogna, di pregiudizio ed anche discriminazione.
Un passo avanti ed un anello della catena mancante. 
È opinione diffusa che l’assistenza e la qualità della vita dei malati si è completamente trasformata.  La legge demanda alle Regioni l’organizzazione dei Dsm, (Dipartimenti per la salute mentale), ma  il ricovero da obbligatorio è diventato volontario, lasciando comunque la possibilità del TSO (trattamento sanitario obbligatorio) negli ospedali generali.
Malgrado tutto, le criticità ci sono e sono gravi.
Alla carenza di personale, quello dei Dsm è di 29.260 unità, sotto lo standard di 1/1500 abitanti,  si sommano fondi insufficienti ed una scarsa sensibilità della classe politica attuale, la quale, archiviata la battaglia per la chiusura dei manicomi se ne é disinteressata lasciando i problemi nelle mani degli operatori e delle famiglie.
A questi problemi atavici, oggi si sommano l’aumento delle malattie per disturbi psichici nei giovanissimi, l’aumento dei suicidi, l’inadeguatezza dei mezzi d’intervento.
Prospettive
La chiusura dei manicomi senza un effettivo recupero sociale del malato, si sta trasformando in un rituale ipocrita di un gesto fine a se stesso, che in realtà aggrava e moltiplica i problemi, rovesciando sulla famiglia e sullo stesso malato ostacoli, disservizi e mortificazioni così come sugli operatori medici ospedalieri ed assistenti sociali.
Sono scarse le opportunità di reinserimento sociale,  ed é bassa la possibilità di investimento dei bilanci regionali. Si spende meno della metà per i malati gravi di schizofrenia e di disturbo bipolare bisognosi di assistenza medica e continuativa nel tempo, tanto fer fare un esempuo fra i tanti che si potrebbero fare.
Non ci sono adeguati centri di assistenza specialistica e anche per le situazioni di estrema emergenza, difettano i presidi di pronto soccorso specializzati,  manca un servizio professionale diffuso sul territorio.
Chi può, si affida all’assistenza privata pagando fior di quattrini. Chi non può rimane abbandonato a se stesso, con tutti i drammi che questo comporta con casi di violenza nelle mura domestiche e con i gravissimi risvolti sociali che i più conoscono, quando non si é costretti ad assistere a gesti di ordinaria disperazione estrema.
C’è un problema di etica e di fondo. Verte sempre sullo stesso punto.
A fronte del benessere individuale e nella impossibilita soggettiva di garantire – o autodeterminare-  la salute dell’individuo, lo Stato deve farsene carico!
Lo deve fare secondo una precisa logica responsabile e basata sulle competenze e sul raggiungimento di avanzati traguardi di benessere diffuso perché il mondo sta cambiando, la perdita di vecchi modelli e vecchie certezze comporta, inevitabilmente, meno sicurezze, meno stabilità, meno garanzie individuali e collettive.
Si sono spezzati gli “elastici sociali”  e bisogna, quindi,  potenziare i “cuscinetti correttivi” intervenendo lì dove il disagio prolifera e si genera e rigenera.
Bisogna intervenire “sulla prima linea del disagio sociale”, come piace scrivere a noi.
Lo si può fare finanziando un progetto di investimenti sugli operatori socio sanitari, affiancandoli al malato ed alla famiglia, in maniera continuativa, professionale, amorevole, progettuale. Affinché alcune situazioni di debolezza non diventino, come già scritto, dramma preannunciato.
Si pone il solito problema delle coperture finanziarie. Delle spese. Il falso problema.
Le questioni, questa è una fra le più delicate e gravi, non si risolverà mai se l’approccio sarà sempre di visione relativa alla “spesa” sanitaria e non di investimento.
Quanto costa un malato? Ci si chiede. Quanto si risparmia invece, garantendo assistenza? Rispondiamo noi
È nella prevenzione, nella cura del più debole e nella fermezza dello Stato che non può che essere sociale, la soluzione di questi mali.
Non si tratta di non saperlo, é questione che non lo si vuole dire.
Uno Stato liberale non tutela i deboli, avvantaggia i forti, e questi ultimi sui drammi delle persone malate che non producono a pieno regime, non investono. Chi sa’ come la pensabo i paladini di una certa cultura politica, che sulla chiusura dei manicomi hanno costruiti le loro carriere politiche ed oggi vivono di vitalizio.
 

Novoli: De Luca: Palomba, Sozzo e Murra sono brutto ricordo del passato, fallimenti visibili.

Nei giorni scorsi qualcuno in “Per Novoli”  – amorfo progetto informe – deve aver agito al di fuori della professionale strategia pianificata a tavolino che da mesi si muoveva contro ed al margine della compagine di governo del Sindaco Greco. Strategia che continua a più livelli passando per la penna strumentale ed opinabile del solito uomo dal “doppio volto dell’informazione nostrana”. Lo scivolone è stato a dir poco da principianti.

Il 3 maggio u.s. il dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, in sinergia con la sezione Economia della Cultura ha comunicato l’approvato dei progetti triennali relativi ad attività di spettacolo dal vivo e attività culturali di 6 Fondazioni ed Associazioni partecipate di rilevante interesse artistico: la Fondazione Paolo Grassi onlus, la Fondazione La Notte della Taranta, la Fondazione Carnevale di Putignano, la Fondazione Pino Pascali, la Fondazione Giuseppe Di Vagno, l’Associazione Presìdi del libro. Loredana Capone Regione Puglia Antonella Agnoli Fondazione Paolo Grassi Fondazione Paolo Grassi -La voce della cultura La Notte della Taranta – pagina ufficiale Carnevale Di Putignano Fondazione Pino Pascali – Museo di Arte Contemporanea Fondazione “Giuseppe Di Vagno (1889-1921)” Presidi del Libro Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari. Novoli non c’è perché ancora oggetto di apposite ispezioni regionali.
Da qui, la gioia infantile di “Per Novoli” che nel condividerne il post alle 21:57 scriveva: “ La Fondazione Focara non c’è!! Cominciamo a vedere i primi risultati… si smentiscono da sole con i fatti le chiacchiere dei parolai della politica senza arte né parte!!”

Alle 22.27, convinti di chi sa quale grande scoop partono all’attacco dell’ex Presidente del Consiglio Comunale: “Si smentisce con i fatti!!”

Ma il massimo lo superano il giorno dopo, quando venendo a conoscenza di un’Ansa regionale, sono costretti a fare una brusca frenata e tornare sulle loro dichiarazioni. Perfetta figuraccia degna del miglior “Gazebo” e scrivono: “I fatti! La Fondazione Focara avrà un futuro! Le dietrologie e le parole le lasciamo ai parolai… Ieri scrivevamo dell’esclusione della fócara dalla rete delle fondazioni e oggi apprendiamo con orgoglio che la Regione Puglia ritiene fondamentale la presenza della nostra festa tanto da prevederne il suo ingresso a breve e pertanto ringraziamo per la sensibilità istituzionale e la fiducia nell’evento più importante dell’inverno pugliese”.

Ci sarebbe da ridere, se non ci trovassimo di fronte a tre incompetenti nei modi di fare, che con le loro contraddizioni dimostrano di non aver retto alle responsabilità che amministrare un paese comporta. Lo scriviamo poiche’ questi comportamenti venivano adottati anche nel chiuso delle stanze, nelle riunioni di maggioranza, in ogni seria progettazione della quale non erano all’altezza.
Se di altri sono le parole dei parolai,  la prova di quanto i tre siano distruttivi è sotto gli occhi di tutti. O almeno di uno.
L’ Amministrazione Greco entra in affanno la prima volta con “il piano sperimentale viabilità”.
In tutti i modi il Presidente del Consiglio Comunale aveva messo sull’attenti la maggioranza in merito all’applicabilità di quel piano fortemente voluto dall’ex Assessore Antonio Sozzo.
Piano che costò, in cifre e politicamente, non solo il primo ovvio litigio di maggioranza quando l’Assessore relaziono’ della sospensione. Quando  la miopia politica del su menzionato andò a imbattersi nei lavori per la banda larga in Via Santo Stefano, Via S.Francesco e Via Cadorna.

La speranza disattesa.
Il problema è stato ripetutamente affrontato in sede municipale. Tuttavia tutto è rimasto come prima e neanche è stata ripristinata la segnaletica di divieto di transito ai mezzi, nonostante le rassicurazioni avute dall’ex assessore filosofo. I cittadini residenti del posto si dichiarano delusi dal comportamento del Municipio, del cui ex Assessore se ne è completamente disinteressato.  Li ha recentemente incontrati il Presidente di Fratelli d’Italia e Movimento per Novoli Giovanni De Luca: “ci avevano ‘promesso’, ancora una volta, che i cartelli stradali sarebbero stati ripristinati entro 20 giorni – dice De Luca – ma siamo stati traditi noi e voi”.
L’incontro risale a 10 giorni fa e De Luca se ne è fatto portavoce con il Comando di Polizia Locale e con l’Ufficio Tecnico Comunale: “mi vergognerei di relazionare di questo problema alla neo Commissaria. Ha già tante incombenze”. Conclude De Luca.

Poi l’Ex amministratore si dichiara allucinato per il basolato di Piazza Regina Margherita.  interessai Antonio Sozzo quando si erano rotti solo due basoli. Vi farò sapere presto a quanto ammonta il danno per l’incuria di mezza strada. Non si è mai interessato al transito su quei basoli dei mezzi pesanti che stanno rovinando la piazza. La logica era “chiudere”.  Chi pagherà i danni del basolato che viene distrutto in continuazione? Lo scarico della Farmacia deve essere fatto da Via Umberto I°”.
De Luca informa che su sua sollecitazione prima della caduta dell’amministrazione, l’Ufficio Tecnico aveva predisposto una determina d’intervento.
“Ho incontrato l’ingegnere Carrone e mi ha detto che la determina è ferma in ragioneria”- chiude De Luca -sono molto dispiaciuti gli uffici e queste problematiche vanno seguite”.

Infine sulla curiosa vicenda facebook di “Per Novoli” e le accuse rivolte contro De Luca in merito alla difesa del Presidente della Fondazione Focara, Egli dichiara: “non mi interessa polemizzare con loro, sono un brutto ricordo del  passato. Rivendico quello che ho dichiarato in quel comunicato, la mia amicizia nei confronti del Sindaco è immutata, così la stima e la fiducia. Di Gianmaria posso dire che è una persona onesta.  Fratelli d’Italia e Movimento per Novoli restano fedeli al patto sottoscritto con lui e con gli elettori. Inoltre, è una persona colpita da una congiura ordita fra Bari e Novoli che molto presto sarà smascherata. Ribadisco che tutti i funzionari che hanno interagito con Greco, si sono complimentati personalmente con lui per la sua competenza,  educazione, disponibilità e per la tenita dei conti 2016 e se sto dicendo una cosa falsa mi querelino. Che cosa avviene quando arrivano a Bari, lo capiremo con il tempo. Di quei tre non voglio più parlare (si riferisce a Palomba, Antonio Sozzo e Murra) sono impegnato a lavorare in difesa di Novoli e per la sua crescita, incontrerò la Commissaria per farLe presente i danni prodotti ai commercianti e residenti di Via Verga con l’unico senso di marcia del piano fallimentare di Sozzo. Per me quei tre al governo del paese sono stati solo una jattura ”.

Lecce. Il civismo nel sacco. "Andare Oltre" va' all'angolo.

Risentimenti marginali e critiche che non scompongono la maggioranza di Carlo Salvemini, le dimissioni da Vice Presidente della Commissione Bilancio di Massimo Fragola, unico Consigliere Comunale di “Andare Oltre“, movimento politico che fa riferimento al Sindaco di Nardo’ Pippi Mellone. 

“Andare Oltre si conferma una forza libera ed estranea al carrozzone della politica novecentesca –scrivono sulla pagina di facebook del movimento cittadino leccese – abbiamo fatto un patto per la città con coloro che sono stati eletti dai cittadini e non con le segreterie e con i baroni della vecchia politica. Di fronte ad un governo cittadino che va a due velocità, in cui il Pd tenta di egemonizzare le scelte, sentiamo il dovere di fare scelte nette”.
Ieri ho rassegnato le dimissioni da vicepresidente della commissione bilancio – scrive Fragola –  continuerò a dare il mio contributo come semplice componente. A volte è opportuno rimettere in ordine i tasselli al fine di dare il miglior contributo possibile fornendo la massima chiarezza sia ai cittadini che ai colleghi di lavoro. Per #AndareOltre resta prioritario il progetto civico che governa Lecce, pari dignità per tutte le liste senza alcun timore reverenziale nei confronti di nessuno. Le mie dimissioni da vice presidente della Commissione Bilancio non tolgono nulla all’azione politica del nostro movimento, #AndareOltre non cerca visibilità occupando spazi, la nostra #Ultrapolitica guarda al popolo, ai bisogni della comunità, alle azioni concrete come risposte ai cittadini.”

Una posizione marginale che non scuote la maggioranza. Meramente simbolica come la Vice Presidenza della commissione, tanto che l’esponente “civico traversale” Fragola  é stato già soppiantato dal nuovo Vice Presidente, salveminiano di ferro, Pierpaolo Patti di Lecce Città Pubblica che commenta: “sono stato nominato vice-presidente della commissione bilancio.  Come sapete non attribuisco particolare rilevanza al ruolo ed alla posizione, che non muta di una virgola il mio impegno al servizio della città.  Tuttavia l’unanimità con cui i commissari si sono espressi, anche quelli di opposizione, mi ha sorpreso positivamente non poco: non me l’aspettavo eppure è la terza volta che accade: per me è il riconoscimento che quanto sto facendo, con puro spirito di servizio, non si presta a strumentalizzazioni politiche ma guarda solo ed esclusivamente al bene della città”.
Nessuna parola verso il suo predecessore, nemmeno di facciata, anzi, chiaro il rimarcare che la Vice Presidenza, è meramente simbolica e funzionale al ruolo di rafforzamento delle componenti di sinistra al fianco del Partito Democratico che ormai é socio di maggioranza al pari di Alessandro Delli Noci. Unici ad incassare vantaggi politici dalla amministrazione “caronte” di Carlo Salvemini, una amministraziine di passaggio dunque, utile solo a spostare verso il centro sinistra l’asse della Città di Lecce con buona pace non solo del civismo, bensì della strategia di Andare Oltre costretta a pendere dalla bocca di Roberto Marti per sperare in un biglietto per il viaggio di ritorno in un futuro prossimo ed ai margini del vecchio centrodestra.
Con la posizione di Andare Oltre Lecce, naufraga l’idea romantica della svolta populista “oltre” il vecchio centrodestra. Colano a picco le ideologiche folkloristiche e goliardiche, quanto le fantasiose illusioni,  di un certo pritagonismo oltre la destra e la sinistra. Si rischia, anche, di far affogare nel mare della inconsistenza oltre i confini della Citta di Nardò, sia il progetto che la credibilità politica di Pippi Mellone.
Non è possibile a quarant’anni, continuare all’infinito con una politica reazionaria di contestazione sempre e comunque.
Contestazione ai margini del partito (ma almeno si mandava avanti un’Idea comune nel bene e nel male), contestazione al servizio di un “papocchio” politico-amministrativo dove se non si é al fianco di ambigui e grigi perdonaggi del centrodestra ci si scopre sudditi, ingloriosi, di altrettanti opinabili individui, con altrettanto opinabili lobby professionali alle spalle, con altrettanto inaccettabili interessi sulla città.
Cui prodest?
Emerge il dispetto del marito alla moglie infedele. L’autocastrazione. L’aver macchiato la verginità politica, nella campana di vetro ideologica che pur serviva, per ritrovarsi picchiati, politicamente cornuti e cacciati da casa.

Sempre se di casa, a sinistra si puo’ parlare. Andare oltre a Lecce é andata all’angolo.