Unione. Fusione dei servizi. De Luca: scelta convinta e virtuosa

Fusione dei Comuni: «Sono 7 i comuni che ne sarebbero interessati»

Giovanni De Luca Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento e Presidente del Consiglio Comunale di Novolie  spinge per questa soluzione.

UNIONE «Fusione dei Comuni: bisogna passare a fatti concreti».
È un auspicio quello di De Luca che ha anche un obiettivo ben preciso: «chiudere un accordo con il comitato Pro Terenzano comune unico».
«Come annunciato – afferma De Luca – la finanziaria 2018 confermerà ulteriore aumento dei contributi statali per i Comuni che si fonderanno sarà ancora più vantaggioso per i cittadini».
De Luca ha nel cuore una Fusione dei Comuni con settantottomila abitanti. «la Fusione è ritenuta essenziale per la nostra realtà territoriale che si configura come un unica area urbanizzata con tessuto economico-sociale strettamente legato alle porte di Lecce».
Sarebbero molti, aggiunge, i vantaggi della Fusione ed i riscontri diretti che potrebbero conseguirne: «Non si tratta soltanto di vantaggi economici diretti, o riduzione drastica dei costi della politica, ma anche di valorizzare il nostro territorio nei confronti del governo regionale, delle aree metropolitane ed attingere poi a finanziamenti europei con uffici a questo dedicati. Interroghero’ Sindaci, Consiglieri e associazioni questo è un dibattito fondamentale per il nostro futuro».

Erri De Luca. "Messaggio diseducativo per i giovani". Il Presidente del Consiglio Comunale di Novoli scrive al Provveditore.

“La Tap è una prepotenza pubblica e difronte all’unanimità della popolazione che si oppone allarealizzazione, all’unanimità dei comuni interessati io credo che la vostra Tap vada sabotata”.

Il virgolettato è ripreso da importanti ed attendibili testate nazionali, lo ha affermato lo scrittore Erri DeLuca, a proposito del nuovo gasdotto che dovrebbe approdare a Melendugno.
Intervento svolto al Liceo Classico e Musicale Palmieri di Lecce ospitedell’Associazione Up.
“Io – ha detto Erri De Luca agli studenti- sono esperto di questa parola, sono stato incriminato e assolto perché il fatto non sussiste, perché la parola sabotare non istiga violenza. Credo che l’unanimità di risposta della comunità possa ritardare, ostacolare, sabotare l’opera”.
Il Presidente del Consiglio Comunale di Novoli prende carta e penna e scrive al Provveditore  chiedendo se non sia il caso di selezionare con più accuratezza i messaggi che si vogliono lanciare ai giovani.
“Alcune affermazioni così contraddittorie e libere di interpretazione, potrebbero indurre i giovani sulla prima linea ed al servizio di frange pericolose e deviate, che delle operazioni di “sabotaggio” ne fanno vere azioni delinquenziali.  Siamo stati tutti giovani ed in periodi molto caldi, dopo un ventennio di calma piatta, i fronti di lotta si stanno “infiammando. Bisogna stare molto attenti ai “cattivi maestri” padroni della lingua e dei vocaboli, con i quali riescono ad incidere sull’immaginario collettivo e “defilarsi” nelle aule dei tribunali”.

“La difesa dell’aria e del suolo si fa al governo dei territori attraverso processi democratici che rappresentino le volontà popolari e la sua sovranità. Quello che Erri De Luca mette in atto – conclude Giovanni De Luca – è una chiara dimostrazione che questo tipo di democrazia, questo sistema elettorale, questa delega a figure già scelte dal vertice dei partiti, i servi di Bruxelles, è al tramonto perché favorisce interessi di multinazionali e lobby di tutti i tipi, ma tutte contrapposte agli interessi dei popoli”.

Una sinistra che fa paura. Che paura. E che sinistra!!

Un workshop in Rettorato presso l’università degli Studi del Salento  sull’energia con i rappresentanti ministeriali e le aziende Tap, Eni, Rina e Proger fa saltare i nervi ai “padroni” di casa, i sedicenti studenti democratici che vogliono per forza dire la loro, con il chiaro scopo di impedire l’opinione  altrui, giusta o sbagliata che sia.
Chi li conosce sa’ il loro modo di ragionare. Il dissenso per loro e’ “democratica” protesta. Tonti reazionari.
Non capiscono la linea di confine fra diritto proprio e altrui. Beceri viziati prepotenti abituati ad ottenere sempre tutto perche, figli di “papa’ “. Loro possono, gli altri “assolutamente non devono”!
Tutto quello che è fuori dalla loro visione, dal loro indice di gradimento fetish e mentecatto naturalmente è “fascista”.
Fascista è lo sbirro, lo Stato, il prete, la Chiesa, le sentinelle in Piedi, Povia e Amato, Simone Cristicchi, chi parla di FOIBE, la Tav, la Tap, L’Ilva, Cerano, Salvini, tutto quello che si muove fuori dal loro grado di comprensione. Quindi: quasi tutto.
Sono amici dei palestinesi quando ci sono gli ebrei ed amici degli ebrei in prossimità del 25 aprile.
Sono contro le dittature ma non quella comunista.
Sono compagni ma contro gli anarchici, anarchici ma contro i compagni, sfilano con i giovani democratici ma sono contro il Partito Democratico, odiano Vendola ma solidarizzano con Fratoianni al presidio Tap.
Sono contro la violenza sulle donne, le compagne si dichiaranno femministe,  ma solidarizzano con gli immigrati islamici.
Sono contro gli islamici che limitano la libertà della donna.
Sono contro l’Islam perché è contro gli omosessuali ma  sono pro- lgbt e  contro gli omosessuali di destra.
sono contro l’imperialismo ed il capitale ma hanno i Rolex, un conto corrente postale per la paghetta di mamma’, tifano per il blackpower che oggi è l’ultimo baluardo imperialista comunista.
Insomma, sono tutto e la negazione di se stessi.
Naturalmente sono contro la violenza ma i migliori provocatori di incidenti, all’occorrenza sono i black block.

Loro, decine di attivisti e studenti, megafoni e striscioni in mano, non si arrenono mai: mentre all’interno l’ex Rettore Laforgia invitava al rispetto del dialogo, fuori spintoni e lancio di uova.

Sono contro la militarizzazzine di un luogo che dovrebbe rappresentare la libertà di pensiero e d’espressione: “siamo stati perquisiti all’ingresso -raccontano- l’Università, nonostante i nostri appelli, non ha mai preso posizione. Oggi ci taglia addirittura fuori“, ma questo non vale per i congressisti della conferenza.
Una vera barzelletta.

Voi ci togliete la nostra terra? Noi ci prendiamo le strade” ribadiscono.  Proteste lampo, che bloccano il traffico qua e là in Città.  Una lezione di libertà che proseguirà anche nei prossimi giorni.
Ma quale libertà?
Bloccare la gente che torna stanca da lavoro e non vede l’ora di arrivare a casa, bloccare una mamma con un bambino di pochi mesi in auto nel traffico, impedire il normale svolgimento delle proprie azioni individuali, sarebbe democrazia?
Dovrebbe esserlo anche poterli prende a calci in culo.
Condannano l’avergli impedito di entrare al dibattito pur conoscendo i loro metodi “una vera e propria censuraun’azione repressiva ingiustificata dietro la quale si cela un atteggiamento equivoco dell’Università e di chi la rappresenta“ A Lecce pochi mesi prima hanno impedito ai loro compagni dell’arci la presentazione di un libro. Anche con metodi violenti e coercitivi.
Attaccano l’università ma non quando li lascia organizzare feste alcoliche e drogherecce in Ateneo che continuano a musica alta ben oltre gli orari consentiti. La democrazia del libertinaggio in quelle circostanze va’ bene.
Discorso chiuso. Passiamo ad un altro tipo di sinistra.
“Non più tardi di pochi giorni fa – all’indomani del raid vandalico contro la sede di Lecce ricorda Morciano– la nuova segreteria ha ribadito la propria contrarietà rispetto alla scelta dell’approdo del gasdotto TAP (che governa in Europa, a Roma ed a Bari n.d.r.) al contempo richiamando tutti, ragionevolmente, a un serio e sereno confronto sui temi dell’ambiente e della salute. A questo si aggiunge la consapevolezza “di quanto sia lungo e impegnativo il lavoro per riportare sui giusti binari la politica e il confronto democratico”. Che ribadisce come dovere delle istituzioni sia quello “di ricondurre la discussione sul terreno di un’interlocuzione civile e rispettosa della diversità delle posizioni, ben lontano, quindi, da qualsiasi forma di ambiguità che avrebbe il solo scopo di aizzare gli istinti più violenti e torbidi della società.

 
 
 
 
 
Per tutta risposta gli imbrattano le vetrine con scritte “No Tap” a Lecce  ed all’ingresso della Sezione del Partito Democratico di Carpignano Salentino, il giorno dopo la manifestazione organizzata dagli attivisti contro il gasdotto per le strade del paese.

La schizofrenia sinistrorsa dell’illogoco, nell’inverosimile del tutto contro tutti, si scaglia violentemente contro le sedi del partito di notte.  Questa volta non vanno a braccetto con il Partito Democratico che è al governo a tutti i livelli, ne smascherato il comportamento tipico della vigliaccheria partigiana del doppiopetto,  però aprono agli scissionisti di Art. 1- MDP che saranno presenti a Melendugno con il coordinatore regionale e capogruppo in Regione Puglia   Ernesto AbaterussoToni Matarrelli del gruppo parlamentare,  il consigliere regionale Mauro Vizzino, il coordinatore provinciale Salvatore Piconese, i sindaci di del Salento e i membri del gruppo dirigente provinciale del movimento, che naturalmente sarebbero stati respinti se non fossero stati “folgorati sulla via per Damasco”, se fossero rimasti nel Partito Democratico. Quali erano pochi mesi fa.
Si stacca pero’ l’ex numero uno di via Tasso Salvatore Piconese, oggi coordinatore provinciale di Articolo 1-Mdp.ed esprime  sentimenti di “solidarietà” e “vicinanza” ai “cattivoni del Partito Democratico.  “Il confronto e il dialogo – è la sua posizione”.
Attenzione! Attenzione!!
A punire le zecche  monellacce ci pensa  il deputato dem Fritz Massa che auspica una condanna del fatto da tutta la politica:  Vi sarebbe, a suo dire, un clima di “imbarbarimento del linguaggio pubblico che mira a delegittimare e criminalizzare le opinioni divergenti (lobbysti, mafiosi, venduti)”. E questo finirebbe con l’alimentare la “tensione intorno al dibattito sul tema TAP”, costituendo “una coltura pericolosa” di cui si nutrirebbero frange, “grazie a Dio minoritarie, eversive e intolleranti”.
“Forse – il suo sospetto – spaventa il fatto che, finalmente, il partito provinciale, attraverso il suo segretario Ippazio Morciano, abbia assunto una posizione forte e decisa sulla vicenda con l’unico scopo di voler rappresentare gli interessi veri del territorio salentino (decarbonizzazione, Xylella, etc.)”.
“Oltre a prendere amaramente atto che secondo taluni l’ambiente si tutela sporcando immobili, lanciando uova e scrivendo insulti sui muri, noi continuiamo a percorrere la strada della civiltà e del rispetto verso tutte e tutti. Non ci lasceremo mai trascinare nel vortice della volgarità, sulla quale, tra l’altro, ormai molti fondano le loro carriere politiche, cavalcando l’onda della disinformazione”: questa la reazione di Lorenzo Siciliano, direzione regionale dem Puglia.
Siciliano per chi non lo sapesse è il giovane dirigente di Nardò che vede fascisti a forma di Mellone ovunque.  È un dem locale contro i dem regionali di Emiliano che va a braccetto con il Sindaco di Nardò ex destra che a sua volta è alleato con la sinistra del Governatore. Quest’ultima invisa alla sinista dei “siciliani” di Nardò.
Chiaro no? Dobbiamo ripetere?
Un colpo alla  botte, uno al cerchio,  per il senatore Dario Stefàno: “chi porta avanti una battaglia legittima per il proprio territorio e poi si lascia andare ad atti vandalici offensivi e umilianti ai danni di chiunque, tanto più una comunità politica, non sta dimostrando più amore per la sua terra. All’interno del perimetro della democrazia, le posizioni di contrarietà, le osservazioni, le istanze devono restare nei luoghi della discussione e del confronto democratico e istituzionale e mai devono trasformarsi in episodi vigliacchi”.
in tutta questa sinistra turbolenza, si sono lasciati scappare un Boero. L’esimio prof. FERDINANDO si è fatto scoprire beneficiario di un finanziamento Tap e di conseguenza si è visto violentemente attaccato dai non violenti ex discepoli, con tanto di scritta sui muri della facolta:

Naturalmente una tattica fascista di denigrazione formata da anonimi.
E già, sempre la solita logica. È fascista tutto quello che è fuori dalla propria comprensione e che, secondo noi, invece, porta proprio il nome di “antifascismo militante”.
Per un Ferdinando che il “movimento culturale antifascista” perde, un Erri con tanto di pietra filosofale arriva.
A buttare acqua sui dirigenti del partito democratico e benzina sul fronte della violenza urbana ci pensa Erri De Luca: “La Tap è una prepotenza pubblica e difronte all’unanimità della popolazione che si oppone alla realizzazione, all’unanimità dei comuni interessati io credo che la vostra Tap vada sabotata”. Lo ha detto al Liceo Classico e Musicale Palmieri di Lecce ospitedell’Associazione Up. “Io – ha detto Erri De Luca agli studenti- sono esperto di questa parola, sono stato incriminato e assolto perché il fatto non sussiste, perché la parola sabotare non istiga violenza. Credo che l’unanimità di risposta della comunità possa ritardare, ostacolare, sabotare l’opera”.
Dal canto nostro pensiamo che possa bastare così.
Questa è una sinistra che ci fa veramente paura. Crediamo fermamente che ci sia da preoccuparsi. C’è un livello di isteria in queste persone che si sta manifestando con la disgregazione dello Stato nazionale e con il continuo arretramento dell’Italia  dalle posizioni di primato Fra le potenze mondiali.
Da quando governano siamo ridotti a barzelletta da soggetti che nulla hanno a che fare con l’impianto-politico programmatico della sinistra di un tempo tempo.
Questa sinistra fa paura. Che paura. E CHE SINISTRA!

Piano Urbano della Mobilita’ Sostenibile. Lecce, l’Unione del Nord Salento ed il Consorzio Valle della Cupa.

Si è svolta il 21 novembre scorso presso la Sala Giunta della Città di Lecce una riunione che il Sindaco Carlo Salvemini ha convocato con i Sindaci dei comuni di Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni, Novoli, San Cesario, San Pietro in Lama, Surbo, Trepuzzi, per discutere di mobilità dell’area urbana leccese finalizzate alla redazione del PUMS.

Lecce e comuni limitrofi fanno parte del progetto MUSA nel periodo 2012-2014 (finanziato dal Dipartimento della Funzione Pubblica) e c’è da parte di tutti, una unanime volontà di aderire alla sottoscrizione di un procotocollo d’intesa fra i  comuni convenuti.
All’incontro ha partecipato anche  il Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento con delega alla Mobilità Giovanni De Luca, il quale ha chiesto a Carlo Salvemini e Giuseppe Taurino che si ragionasse fra Capoluogo di quasi 100.000 abitanti e Unione di quasi 80.000.

Secondo il Consigliere, per l’Unione cambierebbe  tutta la visione stragica dell’approccio al problema poiché, l’Unione dei Comuni del Nord Salento, ha in animo di avviare le fasi di un proprio PUMS incentrato sulla mobilità che sia di collegamento fra i Comuni dell’Unione, i servizi di pubblica utilita ed il capoluogo. Una straordinaria occasione per creare un programma condiviso poiché è in fase di definizione il Piano di Bacino della Provincia di Lecce con i dovuti nuovi accorgimenti che i tempi impongono.
Secondo De Luca “l’istituzione dell’area urbana leccese – e il relativo riconoscimento di adeguati servizi minimi di trasporto pubblico locale – dovrà essere finalizzato a collegare i comuni a corona della città di Lecce con frequenze, orari, condizioni di esercizio omologhi a quelli di un servizio di tipo urbano, a cominciare dalla CIRCOLARE 26 che entra per 1 km e mezzo nel territorio di Novoli e per 500 mt non raggiunge il nostro abitato”.
Nei prossimi giorni è prevista la sottoscrizione di un protocollo d’intesa con il quale, successivamente, si potrà ragionare meglio di sistema pubblico integrato. Secondo il Consigliere dell’Unione di fondamentale importanza sarà la creazione nell’Unione,  di una “Agenzia per la Mobilità la tutela dell’Ambiente e lo sviluppo del Territorio” (AMAT) che faccia sintesi di interessi comuni da rapportare a Lecce, e con il coinvolgimento del Consorzio Valle della Cupa che potrebbe fare sintesi degli altri Comuni.

"Il fresco profumo della libertà"

  • Editoriale di Giovanni De Luca

Cio’ che deve smuovere le coscienze di ogni libero cittadino a fronte di eventi ed altri accadimenti ingiusti e drammatici, deve andare ben al di là del giusto e legittimo sentimento reazionario. Anche quando essi giacciono in letargo nei depositi della nostra memoria, pronti a risvegliarsi sull’onda emozionale di un richiamo da una certa sete di giustizia.
I nostri intendimenti devono essere mossi dall’esercizio quotidiano del dovere civico, della giusta ed integerrima condotta morale nella netta, chiara, inequivocabile, scelta di schieramento nell’eterno conflitto fra il bene ed il male. In favore del bene.
Stesso comportamento che nella lotta contro le ingiustizie per il diritto di cronaca o per il buon buon governo della cosa pubblica in favore della verità  -affianco ai nomi piu noti alla cronaca- hanno dimostrato esempi fulgidi: Beppe Alfano, Enzo Fragala’, Paolo Borsellino. Altri. 
Il primo appassionato di giornalismo, il secondo avvocato penalista, il terzo magistrato.
I primi due militanti del Centro Studi Ordine Nuovo fondato da Pino Rauti tra gli anni ’60 e ’70, successivamente transitati fra le organizzazioni Giovanili del Movimento Sociale Italiano, poi professionisti in giornali locali, amministratori integerrimi. 

Il terzo  Paolo Borsellino transitato tra le file del Fuan, struttura universitaria del Msi preferì la magistratura.
Figli, fratelli, padri e baluardi di onestà.

Beppe Alfano è stato appassionato di giornalismo locale. Divenne il “motore giornalistico” di due televisioni della zona di Barcellona Pozzo di Gotto, Canale 10 e poi Telenews questa ultima di proprietà di Antonio Mazza, anch’egli ucciso dalla mafia. Non fu mai iscritto, in vita, all’albo dei giornalisti per una sua posizione di protesta contro esistenza stessa dell’albo medesimo. Gli venne concessa l’iscrizione alla memoria, postumamente.
La notte dell’8 gennaio 1993 fu colpito da tre proiettili calibro 22 mentre era fermo alla guida della sua Renault 9 amaranto in via Marconi a Barcellona Pozzo di Gotto.

Enzo Fragalà  è stato un docente, un avvocato ed un politico. Assistente di storia contemporanra a Palermo, nella cattedra di Giuseppe Tricoli. Nel 1994 fu eletto deputato nel Msi-An, nella XII legislatura, e confermato nella XIII (1996) e XIV (2001). Poi Consigliere Comunale a Palermo. 
Il 23 febbraio del 2010 venne aggredito all’uscita del suo studio e gravemente ferito a bastonate. Soccorso da un collega, le sue condizioni apparvero subito gravi. Morì dopo tre giorni di coma.
 

Intrecci di vita. Sogni di bellezza e pulizia morale. 
 
Paolo Borsellino era molto amico di Giuseppe Tricoli e lo é stato sino  all’ultimo giorno. Infatti Borsellino lasciò la Villa di Tricoli dove era a pranzo al mare di Villagrazia di Carini  il 19 luglio 1992, per andare a far visita alla madre e fu ucciso nell’ attentato di Via d’Amelio insieme ai suoi uomini della scorta.
 
Idee, sviluppatesi intorno al “ceppo” comune, a quelle strutture della formazione giovanile,  eredi di una storia che aveva scritto importanti pagine di lotta alla mafia. Il Prefetto Mori su preciso ordine del governo Italiano estirpo’ il malaffare rientrato poi a pieno regime in Italia con lo sbarco degli alleati. 
 
 
Una storia italiana piena di zone d’ombra, grigie stanze degli intrecci del potere, profondi buchi neri che trovano un barlume di contrarietà nel pomeriggio del 19 maggio 1992 quando nel pieno della crisi del sistema, degli scandali di Tangentopoli, poco prima della nuova strategia della tensione,  il Msi “incideva”  47 colpi di onestà politica e morale destinati a restare nella storia votando Paolo Borsellino Presidente della Repubblica Italiana.
47 voti a difesa dell’Italia onesta. Per la legalità da parte del partito degli italiani per gli italiani.
47 indicazioni che hanno saputo legare la nostra storia politica a precise scelte di campo precedentemente richiamate.
Scelte nette, chiare, con la relativa coerente e lineare condotta pubblica e privata, che ci connota come uomini integerrimi ed incorruttibili.
Uno spaccato dell’Italia fatta di persone semplici ed oneste, lavoratori, gente comune che ogni giorno si alza e si avvia verso con spirito di sacrificio verso il proprio dovere.
Il nostro senso di appartenenza va’ ben oltre il cedimento dei singoli – di vertice o di base –  perche apparteniamo a quella gioventù dello spirito che non conosce tempo, stagioni, consegnati all’eterno e “fresco profumo della libertà”.

In questi giorni penso alla Sicilia, al Governo della sua Regione. C’è un altro “giovane dello spirito”, di quel “nostro” filone culturale e politico.
Si chiama Nello Musumeci e “sarà bellissima”.
Dalla lotta al malaffare bisogna rilanciare la nostra alternativa al sistema.

 

TAP De Luca contro Morciano: nel PD hanno seri problemi di dissociazione politica.

Il Presidente di Prospettive Future e Dirigente Provinciale di Fratelli d’Italia Giovanni De Luca, attacca frontalmente il Segretario Provinciale del Partito Democratico Ippazio Morciano che su Tap ha affermato: “sulla vicenda, i Sindaci PD vogliono senza infingimenti una linea chiara”. De luca: “Hanno seri problemi di dissociazione politica. Governano loro!”

 
Secondo Ippazio Morciano qualche errore nella gestione della vicenda Tap c’è stato e bisogna voltare pagina. “Fermo restando – precisano dal Pd – la nostra assoluta contrarietà alla individuazione del sito di San Basilio per l’approdo della infrastruttura e consci che in ogni contesto politico e giudiziario si sono consumati i dovuti confronti e su più livelli, ora che l’opera è in corso di realizzazione dobbiamo rivendicare davanti alle istituzioni regionali e nazionali, che nell’opera hanno avuto precise responsabilità, anche dei precisi impegni per il nostro Salento (non interlocuzioni dirette con Tap e/o Snam)”.

Tra gli impegni, oltre alla decarbonizzazione è stato proposto un nuovo modello di sviluppo e di investimenti che “metta al centro il rispetto del territorio e di tutti i suoi delicati equilibri”: “Questo – scrivono – è a nostro avviso il miglior modo di addivenire ad una soluzione ragionevole di una vicenda senza dubbio nata e gestita male”. È poi: “La discussione su Tap dovrà pertanto stanare e affrontare nei fatti – ribadiscono – questioni irrinunciabili per lo sviluppo sostenibile di questa terra: la decarbonizzazione, il trasporto pubblico su rotaia, l'emergenza costante del ciclo dei rifiuti con il conferimento in discarica, l'inquinamento della falda, le prospezioni-trivelle a mare, la qualità dell’aria, un piano serio di rilancio dell’agricoltura partendo dalla biodiversità. Questa deve essere la discussione che abbiamo il compito di affrontare in qualità di Sindaci e per cui chiamiamo tutti ad un unico corale impegno.
Interviene perplesso il Presidente del Consiglio Comunale di Novoli: il Partito Democratico Nazionale, ma non meno quello della Provincia di Lecce a quanto pare, ha seri problemi di dissociazione politica e gioca solo al tavolo da Poker quattro partite.
La prima: il partito Democratico Nazionale contro il Partito Democratico del Governatore della Regione Puglia Emiliano.
La seconda: Il Partito Democratico Regionale di Renzi contro il Partito Democratico Regionale di Emiliano.
La terza: il Partito Democratico Regionale di Emiliano contro quello nazionale e regionale di Renzi.
La quarta: il Partito Democrazio di Ippazio Morciano contro l’inverosimile.

Tutto questo putiferio per non ammettere che sono la rovina di una intera nazione. Tutto quello che toccano distruggono. Sono traditori del popolo italiano del Salento ed hanno la responsabilità oggi di Tap, come quell’area politica l’ha avuta ieri per ILVA, Cerano altri siti inquinanti della salute pubblica.
In quanto dissociati politici, vanno limitati con la camicia di forza che il popolo Salentino, ed italiano,  saprà imporgli a suon di voto contro, per rinchiuderli in una stanza di isolamento elettorale dove non potranno più fare danni.

Emergenza Sfratti. Il Consigliere De Luca torna sulla questione.

A distanza di un anno dalla delibera di indirizzo del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Nord Salento, il Consigliere Giovanni De Luca torna sulla questione e sollecita l’attuazione del provvedimento, in riferimento ad una mozione approvata all’unanimità ed al progetto da lui proposto.

“La pratic­a degli sfratti esecu­tivi verso cittadini indigenti ed in diffi­coltà, disoccupati, p­recari, diversamente ­abili, coniugi separa­ti, altre tipologie, ­sono in progressivo a­umento tanto da rappr­esentare una nuova pr­oblematica sociale da­ annoverare fra le fo­rme di “nuove povertà­”.
Esordisce così l’esponete di Fratelli d’Italia, in una missiva inviata al Presidente dell’Unione on. Giuseppe Taurino ed a tutti I consiglieri.
“I fondi p­rovenienti dalla Regi­one attraverso gli am­biti di zona per far ­fronte alla problemat­ica, spesso legata an­che ad altre difficol­tà sociali  – aggiunge – risultan­o insufficienti ed in­adeguati. Detti fondi­, non sono in linea c­on un intervento di p­iù ampio respiro che ­presuppone un sostegn­o di medio-lungo term­ine, ed un circuito d­i assistenza sociale ­che ricollochi nel me­rcato del lavoro, sos­tenendole, famiglie o­ singoli in difficolt­à. Ancor più grave ri­sulta la situazione d­egli inabili alla pra­tica lavorativa, inca­paci di assolvere al ­pagamento degli affit­ti, delle utenze, dei­ servizi, delle tasse”­.
La situaz­ione dell’edilizia po­polare risulta completamente ­abbandonata e priva d­i nuovi investimenti, le graduatorie per le case popolari sono insuf­ficienti a fronte del­le numerose richieste.
Servono provvedimenti urgen­ti e straordinari che  im­pongono una serie di ­riflessioni generali e ­che investono gli Enti pubblici.
De Luca ha el­aborato  e presentato­,  sia  al Consiglio ­dell’Unione dell’Unio­ne dei Comuni del Nor­d Salento, che al Com­une di Novoli, un pro­getto innovativo con ­lo scopo di depotenzi­are l’urgenza, metten­do i Sindaci e gli as­sessori ai Servizi So­ciali, nella condizio­ne di operare con pro­cedure chiare e legit­time.
Il progetto denominato Servizio di Emergenza­ Abitativa “Mi Curo d­i Te”, è però fermo,come atto di indirizzo press­o l’Unione, deliberaz­ione di Consiglio n° ­31 del 25 ottobre 201­6.
Malgrado la commissione consiliare non si sia mai riunita, quella che non si ferma è l’emergenza.

Il consigliere  sollecit­are le sensibi­lità amministrative  verso l’attuazio­ne di provvedimenti u­rgenti per i quali si­ sono già avanzate le­ opportune proposte r­isolutive.
“La situazi­one è difficile ma no­n irrisolvibile – conclude De Luca – ma nece­ssita di un impegno cost­ante e metodologia d’­intervento.
Venerdi  16 novembre è prevista una riuniine di Giunta e si spera che qualcosa si muova, almeno se ne discura.
Afferma De Luca: “È fondamentale un incontro con l’ambito di zona e  con le al­tre parti in question­e, affinché ci si possa fare ca­rico del problema e dare un impul­so propositivo per un­’approfondita discuss­ione utile alla soluz­ione del delicato pro­blema”.

Il Governo italiano delle Multinazionali contro la sovranità popolare. La democrazia è in pericolo?

LA MILITARIZZAZIONE DI MELENDUGNO ARRIVA SUL TAVOLO DEL VIMINALE. GIOVANNI DE LUCA: “LIMITATE LIBERTA’ INDIVIDUALI E COLLETTIVE. IL PARTITO DELLE MULTINAZIONALI MOSTRA IL SUO  VOLTO PREPOTENTE”.

Melendugno si è risvegliata circondata e militarizzata da un presidio di forze dell’ordine imponente, un dispiegamento  che il Salento non ha visto neanche negli anni più duri ed attivi dei clan tradizionali della Sacra Corona Unita verso la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta. Veramente una brutta impressione perché questo tipo di militarizzazione porta alla mente il “day after” di avvenimenti tragici. Lo speronamento ed assassionio dei militari della finanza ad opera di criminali in occasione di un’operazione anti contrabbando sulla provinciale Brindisi-Lecce, o il massacro della grottella a Copertino.
Altri avvenimenti drammatici a caratura provinciale per i quali bisogna sforzarsi per ricordare.
Oppure bisogna accendere la televisione e guardare fuori provincia. Zone sottoposte a presidi antimafia, o Regioni militarizzate ai tempi dei sequestri di persona, agli attacchi di “cosa nostra” contro lo Stato.
Fiction d’azione poliziesca. Veramente una brutta sensazione. Un vero shock.

Uno spavento di non poco conto per chi, alle luci dell’alba, contadini, lavoratori pendolari, anche i bambini negli scuolabus, hanno voltato una traversa qualsiasi per trovarsi puntati addosso mitra e l’alt delle forze dell’ordine, alle quali, lo precisiamo, non muoviamo nessuna critica e nessun attacco in quanto,  operatori della pubblica sicurezza ai quali è stato impartito un comando.
È il comando di per sé, l’oggetto delle nostre riflessioni.
È accettabile un tale dispiegamento di forze, un coinvolgimento di così importanti energie, di costi pubblici che gravano sulla collettività e, precisiamolo, sempre meno soddisfacenti e mai sufficienti quando si tratta di potenziare i controlli su un territorio così bisognoso di presenza per reprimere reati più o meno gravi, legati alla micro criminalità ed alla criminalità organizzata.
È giusto tutto questo sforzo con il fine di permettere ad una società privata, di eseguire dei lavori relativi ad un gasdotto, opera ritenuta “strategica” nelle politiche transnazionali e geo politiche? Per avere cosa?

Riserve di gas che non serviranno all’approvvigionamento energetico individuale.  Non serviranno per abbattere i costi dei servizi energetici, non avranno nessun impatto sulla salute pubblica e nemmeno sulla sicurezza collettiva.
Tap è un opera strategica e si deve fare “costi quel che costi”, hanno affermato i governi che si sono susseguiti fino ad ora.
Ma chi lo ha deciso? E perché?
Lo hanno deciso i vertici internazionali dei grandi della terra, coloro ai quali, la democrazia della rappresentanza ha conferito delega per fare gli interessi dei propri governati.
Capita però,  in un lembo periferico del mondo, nel Salento, ma è successo anche nella riserva indiana presso il Sisseton-Wahpeton Oyate sul lago Traverse, in South Dakota, negli Stati Uniti d’America, che i popoli si ribellino e lo facciano per due motivi essenziali.

Il primo.
Perché questo tipo di opere sono contro la natura. Mirano a consumare gli equilibri naturali del pianeta producendo inquinamento. Lo affermano gli indiani sioux. «Hanno svegliato un gigante decidendo di far passare questo gasdotto attraverso la nostra terra, la nostra terra sacra – ha dichiarato la Eastman capo Sioux – Facciamo tutto in pace, preghiamo, ma non permetteremo che distruggano tutto, che contaminino le nostre acque».
Il secondo.
Per un diritto democratico al dissenso. Una intera popolazione, con in testa tutti i Sindaci eletti direttamente dal popolo (mentre i Governi molto spesso sono tecnici, nominati e rispondono a logiche che “vengono dall’alto”), non sono espressione diretta della volontà popolare e si trincerano dietro la “ragion di Stato”.
Sono i territori, i protagonisti della vita quotadiana dei popoli, ed il sito di Melendugno, fra le altre considerazioni che abbiamo già avuto modo di fare in un precedente articolo, è proprio il più inadeguato.

È inadeguato perché inserito in un contesto naturale e paesagistico fra i piu belli al mondo. È inadeguato perché era inevitabile che si sarebbero limitate le libertà individuali di un paese che oggi è in tutta evidenza: “militarizzato”.
È inadeguato perché questi gasdotti molto spesso, troppo spesso, esplodono arrecando enormi danni intorno a paesaggi vuoti, mentre da Melendugno a Mesagne (dove avverrà il collegamento), è pieno di vita, di abitazioni, di campagne che sono tradizionali luoghi di lavoro.
La gente è legittimamente preoccupata. Chi ha voluto il gasdotto a Melendugno non c’è più, è defunto, non può spiegare quali passaggi e quali motivazioni abbiano portato a definire Melendugno approdo di una opera così invasiva.
 

Il giovane Sindaco di Melendugno, Marco Poti e’ un Sindaco di “frontiera”, ha una fascia conferitagli dai cittadini per rappresentarli al meglio e la totalità del paese (è non solo) è contraria all’opera. Ma è anche il responsabile dell’ordine pubblico.

Un Sindaco delegittimato, poiché spesso non informato dei provvedimenti che stanno per essere emanati sulla Città amministrata. Un Sindaco bacchettato dal Prefetto, isolato dalle autorità di pubblica sicurezza, con funzioni “commissariate”. Un Sindaco al quale sicuramente non verrà mai più in mente di recarsi sui luoghi “caldi”, anche se ormai tutta Melendugno è “luogo caldo” a bordo di un’auto della Polizia Locale, bloccata frontalmente da un’altra auto della Polizia di Stato.

Un  Sindaco che dovrebbe impartire azioni di ordine pubblico relative alla funzioni conferitegli dalle leggi, a sua volta, intimato di indietreggiare dal megafono di un ispettore di Polizia, al quale a sua volta sono state impartite azioni di ordine pubblico esattamente oppste.
Lo Stato contro Lo Stato.
La democrazia contro la democrazia. Se per democrazia intendiamo ancora etimologica démos, “popolo” e krátos, “potere”, governo del popolo, l’insieme dei cittadini che determinano una decisione, autodeterminando la propria volontà e che qualcuno, poi, dovrebbe solo “rappresentare”.
Capita invece, nel 2017 che quel “rappresentante”: il deputato, il sottosegretario, il Ministro di turno, magari nemmeno eletto da quel territorio, attacchi frontalmete il Sindaco,  malgiudichi i propri amministrati.
Tutto questo non è democrazia, è un processo opposto, un brutto mostro che ha gettato la maschera e che per ora mostra i suoi muscoli, gli uomini al suo servizio, i potenti mezzi e che potrebbe persino imporsi con l’uso arbitrario dell’ordine costituito, con la forza!
Privando della libertà quel soggetto avulso alle sue logiche e che drammaticamente porta il nome di “popolo”.
Allora converrà dare un nome a tutto questo.
Non facciamo in modo che si chiami “dittatura”,  quella forma autoritara di governo in cui il potere non è piu del popolo, magari legittimato dall’emanazione di precise leggi decreti da capi di governo nominati, governi tecnici, sottoposti ad interessi sovranazionali, appunto, transnazionali, che rispondono a potentati economici più forti di uno Stato, uno Stato debole ed indebitato, uno Stato che non dispone di una propria moneta, di una propria autonomia legislativa, di un proprio destino.
 
 

TAP. Chi è lo Stato?

 “Il gasdotto Tap va fatto e non può essere spostato altrove rispetto all’approdo di Melendugno”. Si parte dall’unico punto certo messo a segno dal Ministro per la Coesione Territoriale Claudio De Vincenti, oltre al nostro naturalmente, secondo il quale Tap è un’ opera inutile per gli interessi nazionali , dannosa per la democrazia e pericolosa per l’incolumità pubblica”.

Possiamo passare ora alle questioni affrontate in mattinata a Palazzo Chigi: “questo non è un tavolo di compensazione, ma in cui si parla di investimenti aggiuntivi in un territorio che ne ha bisogno”, ha detto la viceministra allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova durante la riunione e chiude le porte al pellegrinaggio del fronte dei Sindaci “illuminati”, che credono di spuntare da un governo fantoccio al servizio delle multinazionali e insensibile alle questioni politiche, un minimo di condiderazione .
Poi va in scena una rappresentazione tipica del sindacalismo italiano in era repubblicana che sostituendosi al ruolo che non svolge più la politica, mette in scena una deplorevole quanto vergognosa elemosina.
Le proposte di Confindustria e sindacati sono state diverse: sollecitare le società a dare una mano sulla questione Xylella; un supporto sulla mobilità sostenibile; contributi al miglioramento della qualità ambientale su trasporto pubblico e privato.
I sindacati hanno chiesto di finanziare la formazione e l’alternanza scuola-lavoro, oltre al ciclo del freddo legato al gas per l’agroindustria.
Proprio quello che compete alle Regioni. Ossia promulgare una legge che Prospettive Future chiede da sempre, un “salario minimo di inserimento sociale” da conferire ai giovani che si vogliano impegnare in progetti di alternanza scuola-lavoro e volontariato. Nell’artigianato e nel restauro dei beni culturali i primi, in lavori socialmente e civilmente utili e che coinvolgano in quota parte i secondi ed una buona parte del loro tempo.
Tutto quello che la classe politica, che occupa indegnamente le più alte cariche dello Stato, nella forma di governo ormai ha dismesso. Quello che non fa più, compito mandato in soffitta perché proprio di uno Stato sociale e non, invece, di uno Stato liberale che si preoccupa di non interferire nelle scelte dei “grandi manovratori”: le lobby e le multinazionali del profitto della peggiore specie, del gas e del petrolio, che tengono in scacco le politiche ambientali ed energetiche di interi continenti.
Scelte transnazionali che riguardano gli interessi geopolitici in capo ai continenti ed ai potentati che determinano strategie di guerra, decidono gli schieramenti da appoggiare quando si vota, finanziano le campagne elettorali all’americana, le convention dalle quali vengono scelti gli esponenti più rappresentativi, i politici più indegni,  da “ficcare” nei listini bloccati.
Ecco, che l’interlocutore non è più la politica ma Tap.
Essa per bocca del suo “country manager” (tradotto “il faccendiere”), interloquisce direttamente con i rappresentanti del territorio con il cappello in mano ed afferma:  “Valuteremo i progetti presentati sotto il profilo tecnico ed economico – ha commentato Tap – per contribuire ad affrontare le problematiche più sentite a livello locale, come quella relativa a Xylella”.
Petto in fuori, sguardo fisso verso gli interlocutori, voce sicura, a Palazzo Chigi, sembrano i padroni di casa.
Presente per conto della Regione Domenico Laforgia, a capo del Dipartimento per lo Sviluppo Economico, ma, come ha ribadito, era lì solo per ascoltare, senza presentare alcuna proposta. Praticamente una sorta di Ponzio Pilato dell’era moderna. Il governo del territorio ridotto al ruolo di guardone. 

Per la prima volta, presenti il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone (che si è giocato oggi la possibilità di essere rieletto Presidente della Provincia, se ne accorgerà  a tempo debito del favore miope che ha fatto al fronte trasversale dei Sindaci amici di Emiliano)  e una delegazione di altri Sindaci che vogliono essere visibili al Partito Democratico, in odore di candidatura e che hanno chiesto di essere coinvolti, Mario Accoto di Andrano e Giuseppe Taurino di Trepuzzi.
“Abbiamo appreso – dice Gabellone – che non esistono ipotesi per cui l’opera possa non essere fatta o fatta altrove. Abbiamo manifestato le preoccupazioni su un ragionamento complessivo relativo al Salento, tra necessità di decarbonizzazione, trivelle, Xylella. Abbiamo chiesto di poter acquisire le proposte di Confindustria e organizzazioni sindacali”.
Una pagliacciata degna del ruolo che questa politica inqualifacabile svolge nel Salento e nel meridione, indegna ed indecorosa, offensiva per le intelligenze individuali e collettive.
Hai la giacca e cravatta nel cervello? Non vuoi lottare per la tua terra? Hai di fronte un gigante di potentato economico-finanziario? Credi che la partita sia persa in partenza?
Stai defilato, in silenzio, come un coniglio e trema, ma non rompere i coglioni.  All’orizzonte  c’è “Leonida del Salento” con i suoi “300”, pronto a sfidare i giganti Saraceni guarda già alla poltrona di Palazzo Celestini e cavalcando le truppe populiste del trasformismo nostrano, è pronto a  posizionare un altro colpo strategico.
Sotto la pioggia a Melendugno, uno sparuto gruppetto di antagonisti fotocopia dei vecchi sessantottini, qualche femminista in preda ad una crisi di nervi e quattro ragazzini convinti di poter rappresentare un adeguato “fronte di lotta”: ad oggi, è fin troppo certo che Tap e Snam porteranno avanti i loro lavori.
Potreste stare tutti a casa, la vostra democrazia, i vostri canti di lotta partigiani, la vostra utopia secondo la quale la sovranità appartiene al popolo, ha fatto la sua magra figura e vi ha travolto tutti, a destra, al centro a sinistra, paradossalmente le figuracce le evitano solo i populisti. Che tristezza.