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Xylella. Nuova Legge Regionale. De Luca: non è più solo materia politica.

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a maggioranza il disegno di legge che adegua le disposizioni regionali per la gestione della Xylella fastidiosa alle norme europee in materia prevedendo la rimozione immediata della pianta infetta, di quelle che presentano sintomi della possibile infezione o persino sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti.In riferimento all’accesso al fondo di solidarietà nazionale per il mancato reddito a causa della batteriosi, il provvedimento è esteso anche alle aziende vivaistiche non agricole, ossia quelle che producono in substrati diversi dal suolo agrario.
Per quanto riguarda la tutela degli ulivi monumentali, questi vanno isolati per le piante non infette ricadenti nel raggio di 100 metri di distanza dalla pianta infetta nella zona delimitata soggetta a misure di eradicazione e la sperimentazione scientifica è consentita nella zona infetta ad esclusione della zona di 20 km nella quale si applicano le misure di contenimento.
Piante d’ulivo danneggiate dal batterio della Xylella in Puglia in un’immagine d’archivio. ANSA/

«Su questa legge preannuncio che sarà necessario intervenire dinamicamente e costantemente. Non escludo che si possa arrivare a un livello di dettaglio che ci costringa a fare passi ulteriori», sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, che aggiunge vorremmo mantenere in piedi il principio che stiamo tutelando gli ulivi secolari anche e soprattutto, perché questa materia è delicata dal punto di vista scientifico e ci sono ricerche che ci possono confortare nel tempo. Sapendo che sarà necessario intervenire spesso su una materia così delicata. Oggi poniamo con chiarezza quelle che sono le cose che ci sono state richieste pur mantenendo fermo il principio della legge: tutelare alberi».
Si sta perdendo naturalmente altro tempo e la Regione Puglia brancola nel buio  schiacciata fra incudine e martello, fra le irresponsabilità ministeriali ed il doppio gioco dell’Europa che alla fine di un percorso di strategica confusione, farà gravare sull’Italia una serie di sanzioni tali da asservire il comparto agricolo alle folli linee politiche decise dalle multinazionali del profitto.

Due anni di demonizzazione del piano predisposto dall’allora commissario per l’emergenza Giuseppe Silletti, il generale della Forestale rimosso e sottoposto nel dicembre del 2015 ad attività d’indagine accusato, insieme al suo staff, di diffusione di una malattia delle piante, violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale, falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali, commessi nel leccese e zone limitrofe dal 2010 alla vigilia di Natale del 2015.
In una riunione presso la sede della Forestale a Bari, il Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento, Giovanni De Luca  facente parte della delegazione degli amministratori salentini ebbe modo di affermare che il piano, se pur indispensabile era insufficiente.
 
Cosa prevedeva il piano Silletti?
Misure obbligatorie di prevenzione, controllo ed eradicazione della Xylella fastidiosa stabilite dall’Unione europea e adottate dall’Italia, l’eradicazione di circa 3100 ulteriori ulivi dichiarati infetti e di tutti gli altri alberi nel raggio di 100 metri da ogni ulivo dichiarato positivo a xylella.
Qui il Consigliere Giovanni De Luca, aveva manifestato tutti i suoi dubbi, in quanto la “fascia di contenimento”  tesa a bloccare i nuovi focolai individuati già all’epoca nelle provincia di Brindisi, tra Oria, Torchiarolo, Cellino San Marco, San Pancrazio, San Pietro Vernotico e Cerano era ritenuta da quest’ultimo superata dal galoppante avanzamento della malattia che correva sulla linea ferroviaria.
«La commissione europea ha previsto rigorose misure di eradicazione per le piante attorno a quelle infette e non poteva essere diversamente secondo le loro logiche di appiattimento delle specificità -afferma De Luca – quindi,  questo regime di tutela adottato recentemente dalla Regione nei confronti delle piante monumentali non piacera’ ai doppio giochisti di Bruxelles. Voglio essere chiaro, la materia non è più politica, si potrebbe trattare di negligenze ed incapacità politiche nazionali, bisognerebbe verificare se commesse in netta malafede. Comunque è nei fatti che hanno procurato una catastrofe ambientale quindi è materia di tribunale internazionale per i crimini contro l’umanità”.
Nessuno vuole perseguire la via più logica che Prospettive Future ha tracciato dal 2013 e che oggi appare la più lucida e lungimirante, ossia quella di formare presso l’Università degli Studi di Lecce, una commissione mista di scienziati allargata agli scienziati californiani che sono piu avanti 150 anni. Tesi sostenuta in tutte le sedi dal Consigliere De Luca e per la quale lo stesso è intenzionato a denunciare i fatti in sede penale che conclude dicendo: “non possiamo guardare in faccia questa classe politica di miserabili, dobbiamo agire ed allo stesso tempo denunciare il doppio gioco dell’Europa, che deve investire nella ricerca scientifica ed il baricentro deve essere Lecce”.
Rilancia la commissione istituita fra Unione dei Comuni del Nord Salento e Università del Salento. In ultimo un pensiero e’ rivolto agli operatori del settore stremati ed abbandonati dal Governo.

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