Lecce. Una maggioranza litigiosa. E' il "Gettonificio Carafa".

Nel Consiglio Comunale di Lecce del 21 agosto scorso, Lorenza Ria ebbe modo di sollevare la questione del funzionamento, della composizione delle commissioni consiliari e della percezione del gettone di presenza.
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L’ex Presidente della Provincia di Lecce parti’ da un ragionamento più che condivisibile: “le commissioni sono composte, innanzitutto, da 8 consiglieri designati dai capigruppo, numero, peraltro, non fissato dal Regolamento  tuttavia, ad ogni commissione partecipano anche, senza diritto di voto, ma percependo ugualmente il gettone di presenza, tutti i presidenti delle altre 10 Commissioni e tutti i capigruppo consiliari, che attualmente sono 15. Secondo questa composizione, comunque, considerata la eventuale coincidenza tra alcuni capigruppo e presidenti di commissione, si avranno delle commissioni composte da un numero oscillante tra il 27 e i 31 membri”.

  “Ridurre il numero dei componenti delle commissioni le renderebbe più snelle e contribuirebbe all’abbattimento dei costi”, una posizione che Terza Via ed il Movimento per Lecce hanno condiviso sin da subito perché giusta, logica, responsabile, all’insegna dell’economica, della efficienza e moralmente lodevole.

Chi conosce Lorenzo Ria ne apprezza le doti di uomo e di politico, ben al di là delle divisioni di partito o dalle prese di posizione di parte.
Una proposta che mira ad un abbattimento dei relativi costi, che oggi ammontano a complessivamente 450mila euro” e che il Movimento per Lecce esige vengano destinati alle famiglie più disagiate attraverso la “carta famiglia“.
Ne conseguì un vespaio di polemiche.
“Le devo togliere la parola, è scaduto il tempo, consigliere, le do’ un solo altro minuto per terminare”, tuono’ il Presidente del Consiglio Comunale Paola Povero e poi:  “Il diretto interessato ha invitato la presidenza dapprima a voler creare un clima “sereno” in Aula, poi ha aggiunto: “Non so perché lei si stia eccessivamente formalizzando”. Teso e Duro anche l’intervento di Bernardo Monticelli Cuggiò: “Apprezziamo il suo status, ma noi oggi siamo qui per deliberare la composizione delle Commissioni, il suo intervento è estraneo all’ordine del giorno, la presidente avrebbe dovuto toglierle subito la parola. Qui non siamo a scuola dove, da una parte ci sono i professori, dall’altra i discepoli”.

Il Sindaco Carlo Salvemini, visibilmente seccato dal clima creatosi a seguito del comportamento indisciplinato dell’ondata Brancaleone della maggioranza intervenne evidenziando che “i regolamenti non sono scolpiti su pietra” rinviando tutto alla commissione Statuto.
Ria sostiene che un suo amico consigliere, al termine della seduta, gli abbia chiesto: “Ma chi te lo fa fare? Così resterai isolato.
Comprensibile il rammarico che ne è seguito per Ria: “Speravo che la proposta di modifica del Regolamento che ho depositato ieri potesse suscitare un dibattito nel merito, un confronto, anche tra posizioni contrapposte, che potesse poi tendere alla costruzione di una soluzione comune. Noto con dispiacere che la discussione si è tristemente spostata sul piano degli insulti e degli attacchi personali, ai quali non intendo rispondere. Ahimè, forse questa è diventata oggi la politica?”
La risposta gliela fornisce subito il Vice Presidente del Consiglio Comunale Nuzzaci, colui il quale, in assenza del Presidente Povero, dovrebbe garantire l’unità del Consiglio. Probabilmente  il Vice Presidente non ha compreso  sin in fondo il suo ruolo.
“Inutili bacchettate da primo della classe”, la risposta di Nuzzaci che, da esponente dell’Udc sostiene allo stesso modo il governo di Carlo Salvemini. Assurdo! Benedetti scudo crociati! Ci verrebbe da affermare.
Andare Oltre attraverso le esternazioni del Consigliere Massimo Fragola non ha ancora finito di provocare il Sindaco,  che subito si apre un altro fronte di tensioni. Si è votato da appena 90 giorni! Già litigano.

Poi Nuzzaci sbeffeggia Ria con fare arrogante e presuntuoso: “Siamo felici  che il consigliere abbia preso a cuore il proprio mandato, con la verve di un tempo. Dovrebbe indirizzare però queste energie verso proposte concrete di supporto all’amministrazione guidata dal Sindaco Salvemini e non soltanto guidate dalla brama di conquistare uno spazio sulla stampa”. Ed ecco la controproposta sul versante della razionalizzazione delle spese: “Rinunci al vitalizio maturato da parlamentare per dare un segnale e soprattutto il buon esempio”.

In questa faccenda la gravità consiste nell’azione ostruzionistica che di solito spetta alle minoranze, esercitata invece, dal Vice Presidente della massima assise cittadina e componente della maggioranza. Nuzzaci lede un diritto di un Consigliere e per di più di maggioranza. È il colmo!

Colui il quale, probabilmente, e’ protagonista di una modifica “ad personam” che lo interesserà poiché il 2 ottobre si propone infatti (con voto favorevole, tra gli altri, dello stesso Nuzzaci) di eliminare l’incompatibilità attualmente esistente tra le cariche di Vicepresidente Vicario e di Vicepresidente del Consiglio Comunale con quelle di Presidente di Gruppo Consiliare e di Presidente di Commissione Consiliare.
Staremo a vedere.
Non possiamo non registrare un clima da piena Prima Repubblica, dove spartizione del potere e bramosia di incassare, contraddistinguevano una classe politica incapace e limitata che perduro’ sino all’avvento della destra missina.

Eccolo, ancora una volta, il vento del cambiamento. Qualcuno il 2 ottobre alzerà passivamente  il braccio destro?
 

Giovanni De Luca: Filobus? Ha ragione Adriana Poli.

Nelle scorse ore la Senatrice Adriana Poli Bortone è intervenuta sul dibattito  in merito al Filobus poiché la prossima settimana  il Sindaco Carlo Salvemini, sarà in visita presso il Ministero dei Trasporti  per la sua rimozione. Un’impresa non immediata e non facile, ovviamente: «Troveremo le risorse, ci prenderemo i tempi necessari, ma libereremo Lecce da questa condanna, per ripensare un trasporto pubblico efficiente e soprattutto adatto alle esigenze dei leccesi, dei pendolari e dei turisti».

Adriana Poli Bortone la pensa diversamente:  “Io avevo un’idea precisa del piano della mobilità per Lecce, ma qualcuno non lo ha voluto attuare“, perché la previsione da lei fatta era, appunto, in rapporto all’attuazione del piano della mobilità da lei immaginato e è mai ultimato dalle giunte Perrone

“Cara Poli il filobus è indifendibile, smontarlo non sarà facile ma dobbiamo farlo nell’interesse della città“ tuona il Capogruppo Pd a Palazzo Carafa Antonio Rotundo che spiegaQuest’anno il Comune ha versato alla BEI due rate per un totale di 829mila euro e resta da pagare oltre un milione e 200mila euro: il tutto per estinguere il mutuo di 8 milioni e 800mila euro contratto dal comune per finanziare la realizzazione del filobus” cara Adriana, scelta indifendibile”.

Sulla questione negli scorsi giorni era già intervenuto il Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento, Giovanni De Luca che aveva dimostrato interesse sull’argomento ed aveva preannunciato un incontro, che poi si è svolto fra il Consigliere stesso, il Presidente dell’Unione dei Comuni del Nord Salento Giuseppe Taurino, il Sindaco Carlo Salvemini e l’Assessore Rita Miglietta. 
“Rotundo afferma che la posizione di Adriana Poli è indifendibile? sbaglia”.
Lo afferma De Luca, secondo il quale, “la posizione è indifendibile solo agli occhi di Rotundo e per il divario di competenze politiche ma anche di statura amministrativa fra il primo e l’ex Sindaco di Lecce”. 
L’ appoggio di De Luca alla tesi della Senatrice Poli Bortobe, è una posizione inaspettata se non altro per differenti visioni politiche ed il Dirigente “rautiano” si e’ spesso duramente scontrato con l’ex Ministro del Primo Governo Berlusconi, tuttavia,  il Consigliere dell’Unione  dei Comuni aveva già manifestato una precisa visione sui trasporti, che consiste in una sorta di “area vasta” che colleghi Lecce, ai Comuni di “prima fascia” ossia la fascia Corona di Lecce.
“Salvemini ed alcuni esponenti del centrodestra, non hanno ben compreso che la campagna elettorale è finita – accusa De Luca –  non ci sono più voti da prendere, ma esigenze da governare.  Adriana Poli Bortone ha ragione, il piano gestionale del filobus in questi ultimi 10 anni è stato stravolto, sabotato e fermato. Hanno fatto di tutto per avallare il fallimento del sistema che produce solo perdite, ma il filobus altro non è che un normale autobus ad alimentazione elettrica che ha mantenuto lo stesso livello di servizio del trasporto urbano con una frequenza di 40 minuti — quindi da terzo mondo — ma se il piano di Adriana fosse stato portato a termine, con i parcheggi di interscambio e la chiusura alle auto per chi raggiunge il centro per svolgere il proprio lavoro parcheggiando la propria auto 8 ore per strada, i tempi di percorrenza del filobus sarebbero scesi a 15. Secondo me, il Ministero non potrà mai avallare la richiesta di smontare la filovia in quanto loro hanno dato tutta una serie di nulla osta tecnici (con un programma di servizio che prevede una frequenza compresa tra 5 e 15 minuti) nei quali è ricompresa l’utilità del sistema ad impianto fisso. Lo hanno finanziato con 18 milioni e dopo 13 anni gli stessi del Ministero (settore impianti fissi) non avalleranno partigianerie politiche e prese di posizione pretestuose. Adriana ha proprio ragione quando afferma che “qualcuno” ha sabotato il piano. Io dico piu di qualcuno, mettiamoci anche altri Enti che gestiscono il sistema trasporti oltre al Comune di Lecce ed il cerchio è completo. Al massimo Salvemini potrebbe chiedere al Ministero di completare il ragionamento, smontando parte della filovia e potenziando la 26 e la 27, collegando Lecce alla stazione di Novoli (Linea Martina- Lecce Via Novoli) e Cavallino area sosta pullman (Linea Gallipoli- Lecce Via S.Cesario) il filobus, permettendo agli studenti di scendere dai treni della Fse e prendere il filobus per Ecotekne e Piazza Palio (scuole superiori), depotenziando il flusso di studenti che fra le 7:00 e le 8:30 si riversano sulla piccola stazione e Via Oronzo Quarta. Sono sicuro che una collaborazione FSE – SGM, non può che giocare a tutti. Noi, cofinanzieremmo l’intervento anche tramite il progetto Elena, completando il ragionamento con le politiche di mobilità dolce e mobilità leggera, casa-scuola e casa-lavoro”. Conclude De Luca. 

Lecce. Fragola attacca gli alleati ed interroga frontalmente il Sindaco Carlo Salvemini

Mentre il Partito Democratico di Lecce vive un momento di stallo pre Congressuale, infatti le bacheche di Facebook sono ferme una al 2016 e l’altra all’8 gennaio 2017, i grandi manovratori nel partito di Renzi -meglio conosciuto con l’appellativo de “er cazzaro”- sono a lavoro per trovare la “quadra” intorno ad un Congresso unitario, anche alla luce delle continue emorragie di iscritti trasmigrati verso “Art.1”, associazione di incrollabili  combattenti, ma anche reduci del post comunismo che dal baffone di Stalin, si sono ridotti al “baffino” di D’Alema.
Che immagine darebbe il Partito della Nazione, se al Congresso si arrivasse con una ulteriore spaccatura, nella già pesante e destabilizzante scissione dei mesi scorsi?
Così, mentre il Partito Democratico della provincia discute, dibatte e si batte (nel senso letterale della parola), nel silenzio dei pomeriggi di fine estate, si erge d’impeto e d’improvviso, la voce autorevole del Consigliere Massimo Fragola .
In occasione della presentazione del Manifesto dell’Idea di Andare Oltre, il neo eletto consigliere comunale ha tenuto a ribadire l’importanza delle liste civiche e il loro ruolo che è stato fondamentale nella vittoria di Salvemini, attuale sindaco di Lecce.

Buon per lui. I fatti invece documentano come di  questo civismo, non se ne importi proprio nessuno. Per la serie: “suli se la cantanu e suli se la sonanu”, fuori da ogni contesto, fuori da qualsiasi dibattito (mai avviato), fuori dai microfoni del Consiglio Comunale dove i civici “servono” solo ad alzare la mano per votare “favorevole” Fragola ci fa sapere che: “tutte le donne e gli uomini che hanno deciso di scendere in campo a sostegno di Carlo Salvemini e Alessandro Delli Noci (sia prima che dopo l’apparentamento), pur senza legarsi a sigle di partito, hanno giocato un ruolo determinante nella rivoluzione della gestione amministrativa di Lecce ed è giusto che questo valore aggiunto venga ribadito in ogni occasione utile, dagli scranni del consiglio comunale ad altre manifestazioni pubbliche. La forza del civismo è linfa vitale per una politica innovativa e fuori dai vecchi schemi come quella attuata dal nostro Movimento ed è ciò che ci permette di restare liberi da anacronistiche associazioni ideologiche e lottare quotidianamente per il bene del territorio e della cittadinanza tutta”.
Un vero attacco frontale agli alleati del Pd, dell’Udc.
Viene in mente il film di Toto’ nei panni di un maresciallo dei carabinieri.  Si avvicina a dei “giovani” cinquantenni scansafatiche che trascorrono le ore quotidiane giocando a carte, suscitando l’interrogativo di alcuni anziani: “ma che sta’ a ddi’ questo?”

È già! Perché i “civici” vorrebbero far passare per scatto d’orgoglio,  un braccio di ferro per imporre una linea, quando invece emerge la presa d’atto del grave errore compiuto, una sorta di rimorso, di scrupolo di coscienza, che li spinge a mettere in difficoltà il Sindaco Carlo Salvemini, interrogato direttamente sul civismo.
Riesce difficile immaginare Carlo Salvemini, nei panni del paladino del civismo, proprio lui,  figura storica della sinistra radical chic che di civico probabilmente non ha nemmeno il numero fuori dalla propria abitazione.
Ed invece il Partito Democratico i calcoli se li era fatti davvero bene, ecco il documento “strategico” datato Agosto 2016, con il quale si ponevano le basi per la conquista storica di Lecce, con relativo obiettivo,  espugnare la roccaforte del vituperato centrodestra.

A questo punto abbiamo anche noi del “Movimento per Lecce“, tre domande da rivolgere a Carlo Salvemini:
1) cosa pensa del “tubo” di Tap che sta per essere conficcato nel … territorio della provincia e che attraverserà anche il Comune Lecce?
2) perché non è stata accolta la proposta del Consigliere di Maggioranza Lorenzo Ria, fatta anche nostra e con la quale si auspicava una sostanziale riduzione dei componenti delle commissioni consiliari, provvedimento che avrebbe fatto risparmiare alle casse comunali circa 250.000 euro, somma da destinate all’avvio della carta famiglia in favore dei cittadini più bisognosi?
3) quale è il ruolo dei partiti politici, oggi, in questo contesto politico anche alla luce delle dichiarazioni del consigliere Massimo Fragola?
Fragola ha duramente attaccato e mal giudicato i colleghi di Maggioranza del Partito Democratico e dell’Unione di Centro, visti come figli di “vecchi schemi” non liberi da “anacronistiche associazioni ideologiche” e quindi ne deduciamo che secondo lui,  quegli appartenenti alle superate sigle con lui alleate,  non attuino, nel quotidiano, azioni volte al bene del territorio e della cittadinanza tutta.
Crediamo che una risposta politica sia doverosa. Questa sorta di “asceti” del nuovo corso, folgorati sulla via per S.Cataldo o colpiti da un’anta della “fenescia, stampagnata” dal vento del cambiamento, che in tutta evidenza stenta a manifestarsi, la meritano Carlo.

Novoli. Presentazione del libro “A Cuore Aperto” un laboratorio sulla disabilità a Novoli.

Altro che piagnistei di chi è costretto alla disabilità.

La presentazione del libro “A cuore aperto”, di Riccardo Cesano, svoltasi lunedì scorso nel centro culturale “Vincenzo Tarantino”, a Novoli, e organizzato dalla presidenza del locale Consiglio comunale, non ha deluso le aspettative alimentate dal sottotitolo del volume: «Quello che non approvo in materia di disabilità”. Un intento trasgressivo, come ha fatto notare il moderatore dell’incontro, il giornalista Francesco Buja.

Cesano rompe lo stereotipo del disabile che si piange addosso, che rinuncia a una vita normale, che si vergogna di farsi aiutare.

L’autore del libro, laureatosi in Scienze della comunicazione, ha abbattuto le barriere fisiche e psicologiche che si è trovato davanti. Ha preteso di salire sugli autobus da solo, non si risparmia alcuno spostamento, si dedica alla scrittura, allo studio, alla politica, coltiva la socialità. E non disdegna di essere aiutato in taluni movimenti. Cesano, che pure non è stato esente da periodi bui, critica chi si arrende, esalta il dover essere se stessi e punta il dito contro alcune associazioni.

Ruolo non facile quello di stimolare il disabile, ma Veronica Calamo, Presidente dell’Asso “L’Integrazione”, ha spiegato su cosa puntare per ottenere dei risultati, per evitare l’isolamento di chi è costretto su una sedia a rotelle. E ha portato la sua feconda esperienza. Sua anche la proposta di aree riservate, durante spettacoli, ai disabili. Spazi che presto saranno contrassegnati da un marchio.

Critiche inevitabili invece da parte di Giovanni De Luca, Presidente del Consiglio Comunale di Novoli, che ha puntato il dito contro la sordità delle istituzioni sui problemi della disabilità ma ha anche assunto l’impegno di un progetto che metta in comunicazione i disabili e le istituzioni.

Le proposte hanno alimentato il dibattito, seguito dalla platea con vivo interesse molto sentito anche l’intervento di Antonio Soleti, direttore dell’Associazione “I Binari della Tradizione”.

Lecce. Il TAR boccia salvemini. sperpero di denaro pubblico. E’ la sinistra.

“Dopo la chiusura dei termini di presentazione delle domande per la selezione dei nuovi vertici – lo scorso 4 settembre – avremmo potuto continuare il nostro percorso con la revoca dei vertici attuali e la nomina delle figure selezionate. Abbiamo invece preferito, rispettosamente, attendere l’esito dei ricorsi, arrivato oggi. Sulla scorta di questo pronunciamento l’amministrazione predisporrà il nuovo avviso pubblico che terrà conto dei rilievi del Tar”. Firmato Carlo Salvemini. 
Con queste affermazioni il Sindaco di Lecce continua la “saga” delle epurazione del nuovo asse di potere Stalinveminiano- Scilipotiano, un fronte che continua a scontentare, a perdere tempo prezioso nel governo della Città, sperperare denaro pubblico per accontentare la bramosia della “gestione del potere” delle frange Ultra’ che lo hanno sostenuto e che insistono, forsennatanente,  per le “nomine” ai vertici di Lupiae Servizi ed Sgm perche’ si inseriscono in un quadro piu ampio di spartizioni del potere. Una lottizzazione che non si manifestava, in forma cosi’ evidente, dalla Prima Repubblica (per noi mai tramontata).
In realta’ Salvemini non sa’ dove mettere le mani,  ma cio’ che più dispiace sono i repentini cambi di umore. Prima ebbe modo di affermare:   “Credo nella continuità amministrativa. Riconosco la serietà e lealtà professionale. Apprezzo le capacità individuali e la deontologia professionale. Le persone che stanno lavorando con me oggi – e che hanno lavorato con Perrone ieri – sono al servizio della città. Sono convinto che tutte sono impegnate – ieri come oggi – per il bene di Lecce.

La reazione degli Ultra’ non si è fatta attendere ed a distanza di pochi giorni: dietro front compagni!  “Devono andare Tutti a casa”.
Salvemini a pochi da quelle dichiarazioni affermò su facebook:  “ho firmato una lettera indirizzata ai componenti di nomina pubblica dei CdA di Lupiae ed Sgm per invitarli a rassegnare le dimissioni dall’incarico data la natura fiduciaria del rapporto con il sindaco precedente che li ha nominati”.

Repentino cambio di linea e di condotta quasi a voler dire: sono costretto a farlo ed in ogni caso vi ringrazio per il lavoro fin qui svolto, che nel Consiglio di Amministrazione al quale ho partecipato, ho potuto constatare e prendere atto della assoluta professionalità.
Magari Carlo si è anche augurato, sempre per accontentare le frange più estreme della epurazione, di non dover incorrere in una figuraccia che invece è arrivata. E che figuraccia! Con tutte le aggravanti di un bando giudicato dal Tribunale amministrativo regionale: parzialmente illegittimo.

In cosa si basa l’illegittimità?
Il rilievo della Prima Sezione del Tar (Presidente Pasca) ha riguardato  la parte in cui il bando emanato, avrebbe precluso la partecipazione alla selezione degli attuali vertici, essendo ancora in carica e non ancora rimossi dall’incarico. Cioè sarebbe stato leso è  il legittimo interesse a rispondere all’avvio pubblico”.
È proprio qui, che le nostre tesi trovano fondamento, in questo “Fumus persecutionis” che ha due intendimenti.
Primo. Nel tentativo di epurare  i vertici delle partecipate, mira illegittimamente ad escludere due professionisti dalla trasparente e democratica partecipazione al nuovo bando, comportamento lesivo della dignità delle persone e dei fondamentali diritti democratici.
Secondo. Mira a sostituire degli organi gestionali, con un altro “sistema di potere” che risponda alle istanze della maggioranza secondo il criterio “fiduciario”.
Crolla inesorabilmente la menzogna del “vento del cambiamento”!
L’andazzo è sempre lo stesso, garantirsi, in maniera forsennata e arrogante, la mera gestione del POTERE!

La sinistra è soprattutto questo. Mettiamola un attimo da parte.
Guardiamoci in faccia “Andare Oltre Lecce”. A noi sta anche bene. Chi vince ride! È una logica e naturale conseguenza della politica che si può proiettare nel quotidiano e nel vissuto di chiunque. Ciò che pesa politicamente come un macigno sul vostro operato a Lecce Città, consiste semplicemente nel ribaltone inutile e nella figuraccia, prevedibile,  di essere stati asserviti a logiche di potere di chi un tempo abbiamo combattuto ed ostacolato insieme. Soggetti sinistri portatori di altri interessi che faranno più male alla Città di quanto non avessero fatto alcuni precedenti usurpatori del popolo nel centrodestra. C’erano ci sono. Forse continueranno ad esserci.
Ma questa vostra macchia dell’errore, non certo dell’infamia, non è da poco.
Il vostro manifesto politico dovrebbe servire per nascondervi la faccia, mentre Salvemini sperpera denaro pubblico in inutili ricorsi che potrebbe essere investito meglio per aiutare le fasce deboli della Città. Cosi’ giusto per fare un esempio.
Ma questa è tutta un’altra storia. È non è una buona storia per Lecce.

 

 
 

 

 

lecce. Tar ed ennesima batosta per Salvemini ed i suoi Ultrà

Il gentiluomo Salvemini aveva rincuorato tutti, si comincia dando serenita’ all’ambiente. In un incontro con il Sindaco uscente Paolo Perrone,  aveva comunicato che avrebbe mantenuto il suo staff almeno nella fase di rodaggio. Ne abbiamo ampiamente scritto in un nostro articolo precedente.

Dopo pochi giorni il repentino retromarcia e cambio di posizione. Tutti a casa. Agli Ultra’ estremisti della lottizzazzione del potere a fette, il discorso di Salvemini non era piaciuto. Ed ecco l’ennesima figuraccia!

Bando annullato. I Dirigenti di Lupiae Servizi ed Sgm, restano in carica perche’ il Tar ha accolto il ricorso presentato dall’avvocato Pietro Quinto, difensore degli amministratori delle società partecipate, annullando l’ avviso pubblico indetto dal dirigente del Comune di Lecce per l’individuazione di nuove figure per le partecipate.
Il TAR Lecce ha considerato l’avviso lesivo della posizione dei ricorrenti “nella parte in cui –senza giustificato motivo- preclude agli stessi di partecipare alla selezione”. Nel bando si dava per scontata un’automatica decadenza degli amministratori in carica per effetto della elezione del nuovo Sindaco e che gli attuali amministratori non potevano neppure concorrere alla nuova selezione.
L’azione sconsiderata di Salvemini e dei suoi ultra’, era apparsa ai piu’ lesiva della professionalita’ dei lavoratori, nella figura dei dirigenti nonche’ tecnici chiamati a svolgere un ruolo di assoluta professionalita ed imparzialita’ sotto atto di indirizzo del socio di maggioranza.
La fretta e l’imposizione di un bando cosi’ discutibile assumeva invece, a nostro parere, anche gli estremi della discriminazione personale e professionale.
Tutte questioni da approfondire in sede politica dove ci sara’ veramente tanto da dire, sul tentativo di instaurazione del regime Stalinveminiano-Scilipotista. Un Regime sgangherato, inesperto, crudo, ma nelle intenzioni sempre pericoloso, lesivo della dignita’ e della professionalita’ dei lavoratori, ma anche di coloro i quali non provengono dalle lobby che presto si paleseranno e che hanno sostenuto le due minoranze, quella di Salvemini è quella di Delli Noci, alleatesi nel turno di ballottaggio con una forzatura che ha scontentato l’elettorato di sinistra e premiato i trasformisti.
Intanto stanotte c’e’ chi dormira’ male. Incarichetto e stipendietto rinviati. Rinviata la lottizzazione del potere a fette.
La farsa continua …

Città del Vino. Giovanni De luca rappresenta la Puglia in Calabria

Ospite del coordinamento regionale pugliese l’Assessore alla Cultura di Valona, il compositore di fama internazionale Aulon Naci. De Luca: protagonisti di una via del vino oltre l’Adriatico.

La Puglia pronta a cedere lo scettro di Prima in Europa. Novoli con Cantine De Falco passa il testimone al Portogallo che ha trionfato con i suoi vini al Concorso Enologico Internazionale “La Selezione del Sindaco 2017”.

La Puglia resta comunque nelle primissime posizioni ed il cambio di guardia sara’ sancito in Calabria, a Ciro’ Marina, dove si svolgera’ la quattro giorni di “enogastronomia e strumenti per fare dei territori rurali nuove destinazioni turistiche”.
È, questo, il tema dell’incontro che, nell’ambito della CONVENTION NAZIONALE DELLE CITTÀ DEL VINO (21 – 24 settembre) sarà ospitata VENERDÌ 22 SETTEMBRE, alle ORE 9,30 presso il centro polivalente di ALIKIA di Cirò Marina. – Al simposio dedicato al TURISMO ENOGASTRONOMICO – LE TERRE DEL VINO NUOVE CITTÀ D’ARTE, coordinati da Lenin MONTESANTO interverranno l’On. Nicodemo OLIVERIO, capogruppo della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e Mario D’ACRI, consigliere regionale delegato all’agricoltura. Presente anche il delegato alla Cultura di Valona Aulon Naci ed il Presidente del Consiglio Comunale di Novoli, Giovanni De Luca che rappresenta la Puglia.
Da Graziano CAPPOLAGO DEL MONTE del settimanale VERO ad Elena BIANCO di FOOD & BEVERAGE e CONFIDENZE, da Carmen GUERRIERO di VINO E DINTORNI, LA VINIUM e ASA –Associazione Stampa Agroalimentare ad Annamaria DE LUCA di REPUBBLICA, da Vincenzo PETRAGLIA della rivista BELL’ITALIA/IN VIAGGIO a Paolo ALCIATI di VINIBUONI, il sito di Vini buoni d’Italia e Cibo Viaggiando. Ed ancora, da Enza D’AMATO inviata da Monaco di Baviera per TURISMODELGUSTO a Ekaterina KOLOSAVA, collaboratrice di Svetlana TRUSHINIKOVA, passando da Rossella IANNONE, giornalista professionista, organizzatrice press tour, fino a Isabella BREGA, caporedattore di TOURING CLUB ITALIANO.
Sono alcuni dei giornalisti, nel trentennale della prestigiosa associazione nazionale presieduta da Floriano ZAMBON farà tappa, oltre che a CIRÒ MARINA anche a MELISSA, GIOVEDÌ 21 ed a CIRÒ SABATO 23 e DOMENICA 24.
Tra i diversi relatori che interverranno all’evento nazionale sul vino ci sono anche Magda ANTONIOLI, docente di Economia e coordinatrice del MET – Master in Economia del Turismo presso l’Università Bocconi, Consulente del Ministero per i Beni Culturali e Turismo e referente presso la sede della UE a Bruxelles; Carlo PIETRASANTA, Presidente nazionale del Movimento Turismo del Vino; Francesco ANTONIOLI, vice direttore di STRADA DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO; Fabiola SFODERA, docente a La Sapienza e MBA Luiss di Roma; Cosimo FINZI, Amministratore Delegato di Astra Ricerche; Giuseppe FESTA, Direttore del comitato scientifico del corso di wine business, educatore ambientale, autore di reportage sulla natura e membro dell’osservatorio turismo del vino;
Isabella BREGA, caporedattrice centrale delle riviste Touring, edita da Touring Club Italiano in collaborazione con National Geographic Society, Touring Junior; Flavia CRISTALDI, ordinario di Scienze geografiche per l’ambiente e la salute a La Sapienza di Roma.
Il press tour farà tappa nella giornata di VENERDÌ 22 alle ORE 13,30 nella Tenuta Baroni CAPOANO ed alla SENATORE VINI, importanti e storiche realtà imprenditoriali del terroir del cirotano. Presso l’azienda SENATORE si terrà la presentazione dei libri IL CUORE E LA TERRA del Deputato Nicodemo OLIVERIO e PREVENIRE E CURARE MANGIANDO di Ercole DE MASI. – All’evento, moderato da Cataldo CALABRETTA, parteciperà anche la calabrese e volto noto della TV Roberta MORISE, conduttrice del programma di RAI 1 EASY DRIVER. – Alla MORISE, SABATO 23, dopo il Consiglio Nazionale ospitato a Palazzo PORTI e la tappa ai Mercati Saraceni, si aggiungerà un’altra madrina d’eccezione, Elisabetta GREGORACI, in occasione della Cena di Gala all’HOTEL BALESTRIERI di Torre Melissa alla presenza del Governatore Mario OLIVERIO.

“E’ un’occasione propizia per invitare il Comune di Valona ad aderire per primo, in Albania, alla nostra associazione tramite Recevin, la rete europea delle Citta’ del Vino per far si’ che il paese delle aquile sia sempre piu’ vicino, nel suo cammino verso l’ingresso in Europa – dichiara De Luca – la delegazione Albanese e’ nostra ospite ed al rientro pianificheremo una nostra visita in Albania”.

Giovanni De Luca solidale con il Sindaco Massafra: "Sei stato un buon Sindaco".

“Ho appreso dell’interruzione anticipata del mandato dell’ottimo Sindaco Massafra. Me ne dispiaccio”.

. Sfiduciare un Sindaco in un momento storico come questo, è inopportuno e lesivo degli interessi della città, è un atto impolitico perché il Sindaco è direttamente eletto dal popolo ed è con questi che si forma un cordone “ombelicale”, fra l’Amministrazione e le Città.
Questo tipo di sfiducie nel 2017, devono essere annotate su un taccuino e gli elettori dovrebbero punire con il dissenso elettorale i firmatari, qualora si ripresentino al loro cospetto. Sono vicino al Sindaco, agli amici con i quali abbiamo collaborato e spero che Manduria abbia presto una stabilità amministrativa che consolidi la sua statura di grande centro jonico- salentino per storia, cultura e tradizioni.

Queste le dichiatazioni del Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento appresa la notizia della sfiducia al Sindaci Massafra. “E’ un buon Sindaco” ha affermato De Luca.

L’amicizia fra l’Unione dei Comuni del Nord Salento e la Citta’ di Manduria e’ stata saldata in occasione della partecipazione ad un finanziamento del settore cultura,capofila il Comune di Novoli e dal quale nacque il progetto “I Binari della Tradizione”.

L’amicizia fra i due territori dell’arco jonico-salentino e’ rafforzata anche dalla comune appartenenza all’Associazione Nazionale Citta’ del Vino e molteplici sono le intese e le strategie di territorio a beneficio dei propri amministrati.

Xylella. Lo scarica barile fra Governo e Regione Puglia non salvera' dalla catastrofe.


Editoriale di Giovanni De Luca.
«Chi aveva attaccato il Piano Silletti e il Governo garantendo che con il passaggio all’ordinarietà si sarebbero messe finalmente in cantiere tutte le azioni giuste per sconfiggere la xylella e salvare il paesaggio salentino ora,dinanzi a reportage di stampa che indicano senza tema di smentite la devastazione del territorio, dovrebbe raccontarci cosa ha fatto in questi due anni e come perché davanti a noi c’è solo il disastro».
Questo e’ il duro attacco del Viceministro salentino Teresa Bellanova,componente della segreteria nazionale del Partito Democratico, che tira in ballo la Regione Puglia ed il Governatore Michele Emiliano serve a mettere in luce una sterile azione pretestuosa di un Governo incapace, inetto, incompetente e responsabile di una catastrofe ambientale in atto che non ci lascia indifferenti. Questi inutili scarica barile non serviranno assolutamente a nulla se non a dimostrare, in tutta la loro drammatica evidenza, la validita’ delle nostre tesi e l’ottimo impianto progettuale che abbiamo messo in campo per primi in provincia di Lecce e che e’ ancora in piedi, sia sul piano politico che sul piano amministrativo.
Sul piano politico Prospettive Future gia’ nel 2013, in un articolo in evidenza sulla propria pagina facebook e rilanciato proprio questa mattina, aveva messo in luce ombre e interrogativi circolanti negli ambienti giornalistici e che poi solo successivamente sono finiti sul tavolo della Procura della Repubblica di Lecce.
Da un punto di vista amministrativo, siamo stati noi ad avviare nell’Unione dei Comuni del Nord Salento ed a seguito di un intervento del sottoscritto nel Consiglio Comunale di Novoli, una serie di interrogazioni ben supportate dal Presidente dell’Unione ed allora anche Sindaco di Guagnano Fernando Leone.
Insediammo per primi nell’Unione una commissione di studio politico-scientifica perche’ ritennemmo (ne sono ancora convinto) che il tampone al problema – ribadiamolo, non ha soluzione, con la xylella bisognera’ imparare a conviverci – si puo’ ancora trovare con l’apporto dell’Universita’ del Salento, i laboratori di ricerca in loco supportati da una commissione di tecnici californiani che studiano il problema da 150 anni e che li’, in America, con il batterio ci convivono essendo molto piu’ avanti di noi con le cure.
Perche’ quella commissione, nel chiedere un incontro al Governatore Emiliano, a Bari non arrivo’ mai? Perche’ a Bari si preferi’ costituire un’ampia commissione di tecnici? Che cosa ha prodotto quella commissione?
Dovrebbe spiegare questo, Michele Emiliano, agli amministratori del territorio, dai quali sfugge delegando l’allora Commissatio Silletti, nel caso dell’incontro svoltosi presso la sede regionale della Forestale o il funzionario Ruscitti in occasione dell’incontro sul piano di riodino ospedalieto. Un Governatore in perenne campagna elettorale, che sfugge dai confronti tecnici e che preferisce polemizzare soprattutto con i suoi ex “compagni” di partito. Di quello stesso partito che governa a piu livelli e qui non si pone, se pur in termini politici, lo strapotere della sinistra che porta il paese verso il regime. Accusa piu’ volte mossa, con il solito potere mediatico e consorterie nei sistemi di pressione, contro il Governo Berlusconi, quando il buon vento soffiava in direzione centrodestra prima del golpe Fini-Napolitano.
Emiliano tuona contro Teresa Bellanova: “Intervenire sui disastri del passato non è una cosa così semplice come qualcuno pensa. E scaricarsi la colpa l’uno con gli altri è davvero una cosa vergognosa”.
Il Governatore di Puglia questa volta ha in parte ragione.
Vogliamo ribadire con forza mentre gli operatori del settore lo hanno capito solo ora – che ci troviamo di fronte ad una catastrofe naturale dalle dimensioni epocali. Una ecatombe che sta cambiando la morfologia e la geografia dei territori. Un evento di questa portata non puo’ essere gestito solo da una Regione. La competenza era ed e’, in capo al Ministero delle politiche agricole e forestali, che avrebbe dovuto spostare l’asse nella Commissione europea, ancora prima che il problema investisse la Francia, l’Inghilterra ed altre nazioni.
Ma questa Europa ha fatto il doppio gioco. Un nano politico, come ripetiamo sempre, che fa orecchie da “mercante” che meglio le si addicono e non ha voluto saperne fino a quando la xylella se l’e’ ritrovata ai giardinetti sotto il Parlamento di Bruxelles.
Ora minaccia ritorzioni che non tarderanno ad artivare contro l’Italia, ma questa Europa non e’ esente da responsabilita’ politiche e di controllo sull’operato delle sue frontiere, del quale in passato accennammo e sul quale torneremo in futuro.
La nostra lotta non si fermera’ e sentiamo il dovere politico di presentare una denuncia penale contro il Governo per catastrofe ambientale. Catastrofe voluta per manifesta incompetenza.
Questo gesto non dovra’ apparire spropositato o megalomane.
Noi sentiamo, come gruppo politico, la resposabilita’ morale di aver capito subito il problema e suonato per primi un campanello d’allarme a fronre del quale, TUTTI: partiti politici, istituzioni, operatori del settore e media, non credevano. Ci guardavano come degli ufo, atterrati da chi sa’ dove e come “catastrofisti”. Escalamavano “ooooh”, quando sostenevamo che questa infezione equivaleva a 10 tzunami e 5 maremoti sul Salento, ma che presto avrebbe affogato nel suo dramma, l’Italia e l’Europa.
Ed allora, qualcuno dovra’ pagare e se non di fronte ai tribunali italiani, altrove.
Nei libri di storia dovra’ essere scritta la verita’, ossia che la classe politica della sinistra italiana ed europea e’ responsabile, fra le tante cose di catastrofe naturale.
In parte non siamo stati ascoltati memmeno dalla nostra parte politica.
La mia relazione nell’esecutivo di Fratelli d’Italia, porto’ la dirigente nazionale Tiziana Montinari a spingere l’On. Fabio Rampelli ad avanzare la prima interrogazione parlamentare in materia. Poi vi fu un convegno del partito a Monteroni, dopo il vuoto perche’ l’attuale classe dirigente provinciale della destra di Fratelli d’Italia, ma non solo, non era e non e’ all’altezza del compito. Rappresenta il vuoto. Proprio come il governo regionale ed Emiliano, al quale voglio dire con chiarezza che quando si governa una Regione, ma questo vale anche per gli amministratori locali, ci si schiera “senza se e senza ma” con lo Stato, non con i populismi. Non si possono dare credito alle “chiacchiere” del M5S ed ai fantomatici “ambientalisti” frustrati e da manicomio.
Ci si schiera con Silletti, che aveva capito bene la catastrofe in atto, ed al quale dissi personalmente, nella riunione con gli amministratori della Puglia a Bari, che il piano era addirittura carente e limitativo.
Lui mi disse che spettava ad altri rafforzarlo perche’ il suo compito era fra l’altro in scadenza. Sperava almeno di poterlo attuare. Una scadenza anticipata dal ciclone giudiziario che da li’ a breve si abbatte’ su di lui e sul quale non commento, fermo nella convinzione che la magistratura quando si muove in maniera cosi’ eclatante ha elementi molto importanti che alla politica -o almeno ad una parte della politica, la nostra – sono sconosciuti.
Naturalmente massima solidarieta’ agli operatori del settore. A noi non possono rimproverare nulla.
Siamo come loro, per ora, inermi spettatori del fallimento della politica e della sinistra a livello europeo. A loro il mio appello: vogliate ascoltare la nostra voce, da sempre foriera di serieta’, responsabilita’, competenza.

Calo', De Benedetto, De Luca e Rodelli fissano le "colonne d'Ercole" della buona politica. No al trasformismo.

Rispetto per la storia, nessun cedimento sui principi etici, barra ferma sui valori morali.

Da quando i flussi migratori sono divenuti incontrollabili qualche anno fa, e fantomatiche associazioni di volontariato, comprese le note ONG, iniziavano ad “interessarsi” al problema, qualcuno ha iniziato a sostenere che dietro questo vasto fenomeno migratorio, vi fossero in realtà i più trucidi e squallidi interessi economici. Gli immigrati in una Europa che conosce solo il valore della finanza e del commercio, diventano merce. Diventano occasione di ricchezza e guadagno. Il tutto ovviamente e opportunamente presentato con quella più subdola forma di pietà e moralismo.
Ma dagli immigrati si può ottenere anche altro. Oltre al danaro, a pensarci bene, si possono ottenere anche bei pacchetti di voti.
Ed è per questo che il Pd, in calo in tutta Italia, cerca consenso e sostiene che ci sia bisogno di loro per far ripartire l’economia. Un po’ perché ce lo chiede l’Europa che tenta di farci sentire dei minus habens perché siamo l’unico paese a non aver previsto per legge lo Ius Soli.

(In foto Leonardo Calò)

 
Siamo anche l’unico paese a non aver avuto attentati, ci pare. Parliamo di quella stessa Europa che si preoccupa dei suoi figli e li ama, commissariandoli, o meglio, mettendo in atto tutte quelle condizioni necessarie perché uno Stato sovrano, diventi stato vassallo.
Ma poi, ci chiediamo: cosa c’è di sinistra nello Ius Soli?
Se poi pensiamo che quella porzione di Pd che oggi vorrebbe questa scellerata legge, è lo stesso dell’abrogazione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, quello stesso Pd implicato in una serie di vicende ambigue legate a noti istituti di credito e di quella finanza che condiziona la politica di un intero stato, comprendiamo che non è più sinistra quella di cui si sta parlando, ma solo gestione di potere. Questo è orientativamente il quadro nazionale. Renzi che avrebbe dovuto far vincere la sinistra in Italia, ne ha suonato il de profundis.

(In foto Federica De Benedetto)

 
In Puglia accade la stessa cosa, Emiliano è un Renzi in piccolo, nonostante sia di dimensioni fisiche enormi.  Stessa gestione del potere. Allargamento delle alleanze al centro prima, all’estrema destra dopo. Quello che viene chiamato nobilmente trasversalismo è solo camuffamento politico e sconfinamento territoriale. E la storia insegna che gli sconfinamenti territoriali e i camuffamenti politici, prima o poi li paghi. Articolo 1 ne è una dimostrazione.
Ma torniamo al punto principale.
Lo Ius soli serve per fare cassa di voti. Il tandem PD e Andare Oltre inaugurano un centro per lavoratori immigrati una settimana, ed aprono allo Ius Soli la settimana dopo. La campagna elettorale è iniziata. Tutto il resto è fuffa. Se si pensa che questa operazione è compiuta dalla “sinistra” e da quella che si definisce “destra sociale” e che cita Almirante e Rauti, si comprende che non è più trasversalismo, ma accozzaglia. E’ comunione di intenti politici, e non mero trasversalismo amministrativo e burocratico. Non si tratta più di due realtà tra loro autonome, ma in perfetta connessione e dipendenza, che perseguono gli stessi fini politici ed elettorali. Emiliano va a Nardò, e il giorno seguente gli amministratori vengono cambiati.

(In foto Riccardo Rodelli)

 
Gli ex militanti di Azione Giovani, oggi attivisti di “Andare Oltre” quale ruolo hanno in un partito che risponde a politiche migratorie e affaristiche che a livello internazionale fanno riferimento a Soros?

Tutti d’accordo che a Lecce qualcosa a destra non funzionasse, ma diventare pedine di qualcosa di più grande ed ingovernabile, è dimostrazione o di scarsa visione politica, o di ingenuità, oppure di connivenza. Vorremmo ricordare, inoltre, che chi sostiene che l’accoglienza sia la cura preventiva al terrorismo, ha la memoria corta, perché gli attentatori islamici, i lupi solitari, prima di divenire assassini erano ragazzi integrati, studenti, gente normale che pagava le tasse, che andava all’università come ragazzi “normali” e che avevano sulla carta d’identità scritta la nazionalità francese, inglese, belga, o spagnola. L’islam non ha frontiere, non ha nazionalismi e soprattutto non concepisce la laicità perché ammette solo uno stato confessionale.

(In foto Giovanni De Luca)

 
Perché invece di investire sugli immigrati, non si incentivano le politiche familiari, anche al fine di favorire la crescita demografica?
E’ vero che l’Italia è un paese “vecchio”, ma non per questo è un paese che merita l’estinzione e/o la sostituzione. Questo vorrebbero che accadesse, ed Andare Oltre ne è complice. La politica vive di visioni future, e non del fiato corto dettato dai singoli appuntamenti elettorali.
Leonardo Calò
Federica De Benedetto
Giovanni De Luca
Riccardo Rodelli