Ambiente e Territorio

Futuro e Territorio. Siamo Ancora Qua!

Nasce la linea politica di azione e riscatto firmata da un nutrito gruppo di dirigenti autosospesi da Fratelli d’Italia Lecce.  Dopo un lungo e travagliato periodo di immobilismo e polemiche intorno ad una parte della classe dirigente nel Salento, è arrivato il momento di agire.  Crediamo che la situazione sia omogenea in tutta Italia,  eccezion fatta per gli ottimi risultati ottenuti nella Capitale a dimostrazione di quanto sia importante la comunità, l’organizzazione, la presenza fra la gente e la militanza quotidiana.
Futuro e Territorio è il documento politico che individua priorità e metodo d’azione, campi d’intervento e coordinate politiche.
I “Movimenti” cittadini che assumeranno la denominazione delle Città ad esempio: Movimento per Novoli saranno sintesi di operatività e struttura.
Terza Via sarà il quotidiano che ne diffonderà la comunicazione sotto forma di blog.
Penisola dei Due Mari invece sarà un trimestrale di approfondimento dei Centri di Studio sulle problematiche territoriali nel grande Salento per il quale continuiamo a chiedere l’autonomia dalle Puglie.


Eccoci!
Con la nostra fierezza e con il nostro carico di orgoglio, tratti caratteristici dei quali siamo indiscutibilmente portatori. Oggi più che mai mentre altri annaspano, altri ancora abdicano ed il sistema soffre una crisi ormai irreversibile, noi ci siamo!
Eccoci!
Con le idee chiare e con una forte determinazione. Mentre le dottrine altrui cedono il passo con il carico di cognizioni e di principi organicamente elaborati in maniera deficitaria alle forze irrazionali del caos, mentre la barbarie impera in questo assurdo villaggio globale, si erge in tutta la sua maestosità la nostra Terza Via, come unica e sola possibilità di riscatto che affonda le radici in questo nostro Vecchio Continente, questa nostra cara Europa.
Eccoci!
Con le nostre abituali armi figurative, l’arco e la clava.  Con “l’arco” si vogliono raggiungere obiettivi lontani, e a questo riguardo ci riferiamo a problemi di ordine superiore, come quelli delle relazioni fra Oriente e Occidente, la globalizzazione, lo scontro delle religioni, i flussi dell’immigrazione indotta e le migrazioni, riflessioni sul vero significato della Tradizione, e così via. Con la “clava” vogliamo colpire e abbattere oggetti vicini, nell’immediato, dentro e fuori la nostra area politica, negli Enti locali a contatto con il “villaggio glocale” e qui si tratta di quelle azioni quotidiane che contengono una critica radicale e una presa di posizione di fronte a fenomeni vari del costume e della società contemporanei che possono essere modificati subito.
È arrivato il momento di agire, il tempo a disposizione dei nostri interlocutori per comprendere la nostra bontà d’animo è terminato. Responsabilità politica e senso di appartenenza avrebbero dovuto far capire che questo non è il momento delle divisioni.  Le energie investite per trovare un’unica via alle difficoltà del momento che pur ci sono, si percepiscono,  sono contingentate e da questo scritto in poi, vanno ponderate e meglio indirizzate.
Noi, la nostra comunità politica, ha la coscienza pulita e non può che guardare al futuro come segno di squisita intelligenza. Come monito per noi stessi, per la nostra storia rivendichiamo e pretendiamo rispetto! Ci è dovuto come comunità temprata al fuoco della coerenza e della rinuncia alle posizioni di comodo e/o opportunistiche. Forti del nostro passato, oggi ci e’ impedito di perseverare nel tentativo di dialogo con coloro i quali, altrettanta onestà morale ed intellettuale, non la possono né dichiarare, né sventolare. Dobbiamo farlo anche per la nostra dignità e per il prestigio delle nostre “tesi” che Pino Rauti definiva “Linee di Vetta”. Altrimenti saremmo chiamati a fare la politica politicante, saremmo costretti a dimostrare la nostra totale avversità a posizioni di rendita, combattendo per differenziarci nel mucchio, nel tentativo di difenderci anche dalle pantofolaie e poltronistiche posizioni borghesi che  ci impedirebbero di interpretare ed impersonificare le battaglie, le necessità, le speranze del popolo italiano, le sue istanze sociali e di libertà.
Il nostro mondo non è in crisi perché altrove si odono squillanti le trombe dei successi politici dei nostri avversari tradizionali: liberisti e progressisti, due facce della stessa medaglia. La nostra area politica è in crisi perché meritocrazia e processi politici non si autodeterminano dal basso, perché la classe dirigente è mediocre, miope, incapace di leggere ed interpretare la crisi circostante, di conseguenza non ha ne’ un metodo ne’ gli strumenti, per imporre soluzioni ai mali desolanti e spesso drammatici delle nostre società.
Da nord a sud, da est ad ovest il mondo è in crisi perché ha perso il contatto con l’ordine naturale delle cose. Ha smarrito il senso, ha imposto l’uomo al centro del cosmo come metodo di determinazione dei processi naturali e di conseguenza è iniziato un processo di autodistruzione. Lo dobbiamo fermare. Lo dobbiamo impedire.
Futuro e Territorio ha il compito di racchiudere le coordinate della battaglia che ci aspetta. Pochi ma incisivi punti per tornare al centro del processo politico da protagonisti e senza zavorre al comando. In sintesi si afferma:
1) Futuro e Territorio si batte per una diversa politica dentro e fuori i partiti, poiché la linea fin qui seguita ha prodotto solo immobilismo e stagnazione. Bisogna strutturarsi in maniera agile e verticistica, ma allo stesso tempo bisogna incunearsi in maniera orizzontale ed incisiva nel tessuto sociale e territoriale. Per far questo, il territorio sarà diviso in distretti con un responsabile che risponda a precise caratteristiche organizzative e manageriali. La gestione delle risorse umane e delle conoscenze individuali, unitamente alle doti morali corrispondenti ad una precisa etica, sono tratti caratteristici fondamentali per la buona riuscita del progetto.
2) Futuro e Territorio non vuole, come qualcuno afferma, costruire una comunità marchiata dai pesanti tratti identitari petche ne limiterebbero l’azione. Ci poniamo come forza aggregatrice trasversale, al di là della desueta destra e della demagogica sinistra. Puntiamo in alto.
3) Futuro e Territorio, prima di tutto pone al centro di un percorso da protagonisti i giovani purché  culturalmente qualificati, sotto l’ala protettrice e l’indirizzo derivante dall’esperienza degli anziani. A tal proposito Futuro e Territorio è portatrice di una proposta nuova e rivoluzionaria. Essa si batte per il “Salario Minimo di Inserimento Sociale” da conferire a studenti e disoccupati per l’alternanza scuola lavoro e per l’inserimento lavorativo. Una nuova iniziativa politica per rilanciare l’apprendistato e tutelare il lavoro tradizionale, le botteghe d’arte e d’artigianato, per sostenere il settore dei servizi sociali con il coinvolgimento degli assistenti sociali, per chi voglia impegnarsi in lavoro socialmente utili: rimboschimento, difesa e tutela del territorio, protezione civile e riconversione agricola.
4) Futuro e Territorio ribadisce la battaglia di alternativa alle vecchie logiche politiche che hanno infettato anche le strutture partitiche a noi vicine. La sudditanza psicologica dei numeri elettorali al cospetto di altre formazioni politiche che riescono nei loro intenti solo per la continua, prolungata, imperterrita azione clientelare e spartitoria. Troppo in fretta la destra borghese ha dimenticato i cardini della battaglia di alternativa al sistema partitocratico e consociativo basati sulla lotta alla corruzione ed al malaffare. Troppo in fretta la destra pantofolaie ha perso l’orgoglio della spregiudicatezza, la forza delle Idee al cospetto della logica dei numeri. Troppo in fretta la destra dell’illusionismo di governo, ha perso il contatto con il popolo, con le periferie, con gli ultimi, i deboli, che uniti, da sempre, hanno rappresentato le uniche gambe e l’unica forza del nostro vertice.
Si badi bene più piccola è la rappresentanza della destra di popolo più grandi saranno le sofferenze che quest’ultimo sarà chiamato a patire.
5) Futuro e Territorio strutturera’ dei centri di studio sulle maggiori problematiche sociali, economiche e politiche dove si troverà ad operare. Saranno attivati dei canali di comunicazione capillari ma si tornerà sulla prima linea reale: la strada.
Le piazze, finanche i vicoli e le corti li dove ci sarà bisogno di un megafono e di una voce che ridia forza e dignità al popolo italiano, i Movimenti Cittadini ci saranno.
Forza dunque! Al lavoro. Siamo Ancora Qua!
 

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