Editoriali Politica

Difesa Identità in piena globalizzazione. De Luca: Regione Salento “Penisola dei due Mari” e fusione di servizi comunali

Il Consigliere dell’Unione dei Comuni del Nord Salento Giovanni De Luca infiamma il dibattito politico: Penisola dei due Mari e Fusione dell’Unione a Nord di Lecce.

Giovanni De Luca sembra alzare i gomiti contro l’idea di creare un’area metropolitana intorno alla Citta’ capoluogo di Lecce, uno degli esponenti della “destra ortodossa”, ossia quella Destra con la D maiuscola che non si piega alle mode del momento, “rautiano” di ferro e ideologo di una linea politica oltre gli schemi di quella che definisce la “”destra desueta” lancia l’associazione di promozione sociale “Prospettive Future”.
Svincolato da senpre dalle logiche di portaborse della politica, Giovanni De Luca resta sulla cresta dell’onda Amministrativa dal 2001 ad oggi:  “mentre tutti gli altri passano -afferma De Luca- noi restiamo come fulgido esempio di memoria storica nella costruzione del giardino comune dell’Unione, laboriosi contadini delle Istituzioni nei nostri orticelli Comunali che non vanno abbandonati ma preservati”.
De Luca è un fiume in piena: “Non mi piace essere considerato comune di prima fascia, fascia corona del capoluogo leccese e non gradisco i continui tributi di sangue che ad esso versiamo. Ho una mia idea e la perseguo. Ecco perché è arrivato il momento di pensare ad una fusione delle sette realtà cittadine che compongono l’Unione in un unico soggetto amministrativo che fonda i servizi e raggiunga un’area urbana ed extraurbana di 78.000 abitanti. Appoggio da sempre i processi democratici di autodeterminazione dei popoli e guardo con simpatia, sostenendone i progetti, riformatori come i promotori del progetto  Terenzano. L’ho sostenuto e votato nella Giunta dell’Unione.  Tutte le iniziative che partono dal basso vanno sostenute, nell’ambito dell’associazionismo fra Comuni, quel progetto è giunto anche con il mio fermo sostegno a finanziamento. Si potrebbe partire da li”.
Il Consigliere dell’Unione, che a Novoli è anche Presidente del Consiglio Comunale, avanza l’Idea di instaurare un tavolo istituzionale ed apre ad un manifesto di amministratori, giuristi, e uomini di cultura a sostegno dell’iniziativa.
Terenzano. La proposta per la fusione di Campi, Trepuzzi e Squinzano.

Il Comitato “Comune Unico Terenzano” nasce a marzo del 2013 per promuovere il progetto di fusione dei comuni Campi Salentina, Squinzano e Trepuzzi, si inserisce nel solco di altri movimenti che promuovono il processo di fusione fra Comuni. Vincenzo Serratì, è il coordinatore di molteplici attività e l’anima ispiratore del progetto molto attivo sul territorio, nonché poliedrica figura nel panorama culturale salentino.

Una Regione salentina a statuto speciale: Penisola dei due Mari. Lecce, Brindisi e Taranto. 
Ma il progetto è inserito in un ragionamento più ampio che prevede la creazione di una Regione autonoma dal capoluogo barese, dal nome affascinante “Penisola dei due Mari” ed inserito nella proposta politica di riordino territoriale dell’Associazione Geografica Italiana.
“Naufragata la scellerata proposta di riforma della terna della disfatta “Renzi-Boschi-Del Rio” denominata Monte dei Paschi d’Etruria” – ironizza De Luca –  si alza all’orizzonte la bandiera dell’alternativa credibile e seria, l’unica, la nostra proposta in linea con il riordino territoriale dell’Associazione Geografica Italia. La “Penisola dei Due Mari”, ha alle spalle un retroterra storico che affonda le radici nell’antica Terra d’Otranto” – De Luca ne è certo – Fratelli d’Italia è l’unico partito nazionale che sposa la proposta e l’unica offerta credibile che ha una spinta riformatrice e rivoluzionaria per completare una riforma “organica dello Stato”. Sarà la proposta più incisiva del meridione al Secondo e prossimo Congresso Nazionale”.
Il ridisegno territoriale di De Luca e dell’Associazione Geografica Italiana.

La proposta in sintesi consiste in una Italia composta da 36 Regioni.  Un’elaborazione al centro delle proposte politiche del futuro effettuata in accordo con il Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie. Si legge sul sito dell’Associazione: La proposta di “neoregionalismo” della Società Geografica parte da uno studio del 1999 che già prevedeva un ridisegno dei confini regionali volto a snellire la macchina burocratica e amministrativa delle Province e delle Regioni, oltre che a rivedere il territorio secondo criteri geografici, demografici, culturali, infrastrutturali e sociali.
Le radici nel proprio passato, nell’antica Terra d’Otranto.

La Terra d’Otranto è parte della nostra storia dalla quale ricominciare per difendere una precisa identità. Recuperare la nostra dimensione storico-geografica, afferma De Luca – al centro del Mediterraneo,  nonché un’antica e ben definita circoscrizione amministrativa è fondamentale per cavalcare la tigre della globalizzazione, pArtendo dalla difesa dell’Identità figlia delle tante contaminazione dovute alla posizione geografica di terra di passaggio e vincere la partita del consolidamento della “glocalizzazione”, ossia della difesa delle specificità.

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